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Visualizzazione dei post da Aprile, 2022

Il lavoro di Khalil Gibran (angolo della poesia)

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Post Ivana Fiordigigli. Franco Dino Lalli, nell'inviare la poesia "Il lavoro" di Khalil Gibran, fa la seguente premessa:  La poesia, elaborata in forma di prosa, del poeta Khalil Gibran (poeta, pittore e aforista libanese, poi naturalizzato statunitense), ci invita a comprendere il valore e la dignità del lavoro, sia esso manuale che intellettuale, ad esserne fieri per l’importanza e per il valore nella vita di ognuno di noi non solo per il semplice sostentamento, ma soprattutto per qualcosa di più profondo che è insito in ciò che ogni uomo fa nella sua semplice quotidianità con passione e responsabilità.  Il lavoro (Khalil Gibran) Chiese allora un aratore: parlaci del lavoro. Ed egli rispose dicendo: Voi lavorate per poter andar di pari passo con la terra e la sua anima. Poiché oziare significa diventare estranei alle stagioni e uscire dalla processione della vita che in fiera sottomissione avanza maestosamente verso l’infinito. Quando voi lavorate siete un flauto che ne
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Post Ivana Fiordigigli  Dal Sito INGV riportiamo i seguenti dati relativi al terremoto che si è avvertito questa mattina alle ore 6.39.13. Si è trattato soltanto di un rumore di scuotimento di finestre e vetri, non sembra ci siano stati danni: Terremoto di magnitudo  ML 3.1  del 26-04-2022 ore 06:39:13 (Italia) in zona:  6 km E Pizzoli (AQ Un terremoto di magnitudo  ML 3.1  è avvenuto nella zona:  6 km E Pizzoli (AQ) , il 26-04-2022 04:39:13 (UTC)  33 minuti, 18 secondi fa 26-04-2022 06:39:13 (UTC +02:00) ora italiana con coordinate geografiche (lat, lon)  42.4560 ,  13.3590  ad una profondità di  14 km . Il terremoto è stato localizzato da:  Sala Sismica INGV-Roma . Città più vicine con almeno 50000 abitanti Il terremoto è stato localizzato 12 Km a N di L'Aquila (69753 abitanti) 36 Km a SW di Teramo (54892 abitanti) 60 Km a E di Terni (111501 abitanti) 65 Km a W di Montesilvano (53738 abitanti) 67 Km a W di Chieti (51815 abitanti) 70 Km a W di Pescara (121014 abitanti) 72 Km a NE

Il pettirosso - Flora e fauna locali

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Post Ivana Fiordigigli.  Il pettirosso di Franco Dino Lalli I l pettirosso ( Erithacus rubecola L .) è un piccolo uccello passeriforme della Famiglia dei Muscicapidae , l’unica specie del genere Erithacus . È un uccellino che può raggiungere 14 cm di lunghezza e un’apertura alare di circa 20 cm.  Le piume sono marroni, la parte del ventre è bianca. La colorazione rosso-arancio è propria degli esemplari adulti che la sfoggiano su petto e fronte. I giovani ne sono sprovvisti. È una specie diffusa in tutta Europa fino al Circolo Polare Artico e dall’Atlantico ai Monti Urali. In Asia Minore, Canarie e Iran si possono trovare delle sottospecie.  Predilige habitat come boschi di conifere, ma si adatta anche a zone abitate dall’uomo, siepi, parchi, giardini e boschetti, soprattutto in inverno per la necessità di procurarsi il cibo È divenuto il simbolo della vita che resiste all’inverno e perciò segno di rinascita e di rinnovamento, speranza, ottimismo e buon auspicio per l’anno nuovo. Secon

VITA IN FAMIGLIA (Racconti brevi dal Quadernone)

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  Post Ivana Fiordigigli DAL “QUADERNONE” INEDITO di Gino Faccia RACCONTI BREVI Vita in famiglia I figli, quando nascevano, si coprivano con le fasce dai piedi alla testa. Quando si lavorava in casa, si mettevano dentro un canestro o alla “connola”.  Le madri non andavano all’ospedale a partorirsi perché al paese c’era la levatrice, che faceva nascere i figli. Come levatricei ad Assergi c’era Franceschina, c’era Laurina, oppure c’era una di Camarda. Alcune donne si sono partorite anche in campagna, perché tutto il giorno si stava con le pecore o si faceva altro lavoro. A quella “era” si facevano i figli assai in ogni famiglia, le famiglie erano numerose, otto o dieci figli. Più miserie c’erano e più figli si facevano. Le case erano piccole; non c’era il bagno e per i bisogni occorreva andare fuori, alle stalle.  Dentro le case dormivano  in un letto, chi sopra vicino alla madre e al padre, chi ai piedi del letto. C’era  chi dormiva alle stalle. Le case erano piccole e si mangiava chi d

LE RONDINI (angolo della poesia)

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 Post Ivana Fiordigigli Dopo l'accurata ricerca di Franco Dino Lalli sulla rondine, l' "angolo della poesia" non può trascurare che il ritorno o la partenza delle rondini hanno spesso ispirato poeti e scrittori e hanno dato vita a straordinarie creazioni. La prima rondine di Gianni Rodari La prima rondine venne iersera a dirmi: -E’ prossima la Primavera! Ridon le primule nel prato, gialle, e ho visto, credimi, già tre farfalle. Accarezzandola così le ho detto: -Sì è tempo, rondine, vola sul tetto! Ma perchè agli uomini ritorni in viso come nei teneri prati il sorriso un’altra rondine deve tornare dal lungo esilio, di là dal mare. La Pace, o rondine, che voli a sera! Essa è per gli uomini la primavera. A mia moglie di Umberto Saba Tu sei come la rondine che torna in primavera. Ma in autunno riparte; e tu non hai quest’arte. Tu questo hai della rondine: le movenze leggere: questo che a me, che mi sentiva ed era vecchio, annunciavi un’altra primavera. Ben tornate rondin

La rondine

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Post Ivana Fiordigigli Nei due giorni prima della Pasqua si sono visti sfrecciare nel cielo di Assergi i primi rondoni, segno che quanto prima arriveranno anche le rondini, con l'addolcirsi del clima e l'avanzare della primavera. Nell'attesa diamo qualche notizia informativa su questo uccello migratore, con lo scritto di Franco Dino Lalli. La rondine di Franco Dino Lalli La rondine (Hirundo rustica) appartiene alla famiglia Hirundinidae ed è un piccolo uccello molto agile, di una lunghezza di circa 18 – 20 cm., con una coda lunga e biforcuta, ali curve e aguzze e un becco piccolo di colore grigio scuro. La rondine comune è un uccello migratore che è presente in Europa, in Asia e nelle Americhe. Le aree di svernamento si trovano in Africa centro-meridionale, Centro e Sud America, Asia meridionale, Indocina e Micronesia. Ogni primavera le rondini depongono 3-7 uova che i genitori covano per 13-15 giorni. L'involo avviene quando i pulcini hanno circa 20 giorni, ma i genit
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Post Ivana Fiordigigli Ieri, martedì 19 aprile 2022, a Paganica si è finalmente tornati a festeggiare la ricorrenza della Madonna di Appari con una solenne processione che, con il Gruppo Bandistico di Paganica e seguendo la statua della Madonna, si è snodata dalla Chiesa degli Angeli Custodi sino al caratteristico Santuario fra le rocce, situato lungo la SS. 17 Bis.  La bella giornata di primavera ha permesso la numerosa e commossa partecipazione di tanti cittadini che hanno rinnovato l’antica tradizione, concedendosi in molti anche il pic-nic nelle vallette erbose lungo il torrente Raiale. Una gioia rivedere dopo due anni di pandemia questa secolare e sentita manifestazione che il martedì a Paganica chiudeva i festeggiamenti pasquali. Per l’occasione riporto in foto il piccolo quadretto con immaginetta-ricordo, datato 1953 e recante sulla base la dicitura, poco leggibile: “Maria SS Incoronata – Paganica (L’Aquila)"

STORIE MINIME E MODI DI DIRE (Racconti brevi dal Quadernone)

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Post Ivana Fiordigigli DAL “QUADERNONE” INEDITO di Gino Faccia RACCONTI BREVI Storie minime e modi di dire - La Zanna, se gli toccavano il muro del pagliaio, diceva sempre: “Ti possano sizionare”. - Sallustro diceva: “Le belle non mi vogliono e le brutte non le voglio” - A Pavero dicevano: “Forza!”. Egli rispondeva: “Sopra a mammeta!” - Franala e Bisaccella erano due fratelli. Uno diceva: “Buttalo per terra, ... che ci penso io!”. - La Fasciana stava sempre alla chiesa con Don Ermanno. - “Testarotta”: il soprannome glielo dicevano perché gli mancava mezza testa (aveva una ferita di guerra ed era eroe di guerra). "Tenea na terra co n'orte alle Cartiche e ci stea na sorgente d'acqua".  - Se volete sapere le proprietà degli Acitelli: “Le Teglie, U Forne, e U Cerreteglie.” - Le Marchette: “Le zéppe de ju turchie”. - Giacinta e Lucrezia: “U Marite, la Sorella”. - Sciancacrapa: stava sempre tra i giovani, si ubriacava con un bicchiere di vino e raccontava cantando: “ Ju fa
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Auguri per una Pasqua di pace e serenità, di speranza e di rinascita.  

Sabato Santo

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  Sabato Santo (tradizione a S. Benedetto in Perillis) di Giancaterino Gualtieri ( Da “ Calendario ”) La sera di sabato di buon’ ora i ragazzi e i giovanotti iniziano a girare per il paese per raccogliere i fasci di frasche per il fuoco santo. Viene preso quel che si trova, in una specie di furto sacro. Perciò ogni famiglia si fa i conti prima. Chi può lascia fuori un solo fascio di frasche per devozione e qualche pezzo di legna e il rimanente lo rientra in casa o nelle stalle. Quel fascio viene lasciato più o meno in mostra, nel luogo dove di solito si tengono i fasci vicino casa o si fa finta di averlo nascosto. Così i raccoglitori ci prendono gusto a rubacchiarli, ridacchiando e sghignazzando alle spalle dell’incauto che non ha provveduto in tempo a rimettere al sicuro frasche e legna. E un buon numero di fasci di frasche si recupera. I ragazzi mandati alla ricerca trascinano i fasci sulla piazzetta dinanzi la porta della chiesa. Chi recupera più fasci si gode il suo momento di glor