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Visualizzazione dei post da Settembre, 2020

Cantico delle Creature

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  di San Francesco d'Assisi Altissimu; onnipotente bon Signore,    tue so' le laude, la gloria e l'onore et orme benediczione.    Ad te solo, Altissimo, se confano et nullu omu ène dignu te mentovare.  Laudato si, mi Signore, curo tucte le tue creature,    spezialmente messor lo frate sole,    lo quale jorna, et allumini per lui;    et ellu è bellu e radiante rum grande splendore;    de te, Altissimo, porta significazione.  Laudato si, mi Signore, per sora luna e le stelle;    in celo l'hai formate clarite et preziose et belle.  Laudato si, mi Signore, per frate vento    et per aere et nubilo et sereno et orme tempo,    per le quale a le tue creature dai sustentamento.  Laudato si, mi Signore, per sor'acqua,    la quale è multo utile, et umele, et preziosa et casta.  Laudato si, mi Signore, per frate focu,    per lo quale ennallumini la nocte,    et elio è bellu, et jucundo. et robustoso et forte.  Laudato si, mi Signore, per sora

San Francesco, il primo incontro con Cristo nella carne viva, i lebbrosi (di Antonio Tarallo)

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   Articolo segnalato da Mimina e ripreso da:   SANFRANCESCOPATRONODITALIA.IT L’inizio della missione di San Francesco accanto ai derelitti delle società “Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d’animo e di corpo. E di poi, stetti un poco e uscii dal mondo”. Così recita il Testamento di san Francesco. Con queste parole, il frate di Assisi racconta la sua conversione, il suo avvicinamento a Dio, grazie al contatto con i lebbrosi. Cum-tacto, sostantivo importante per ogni cristiano:  “Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò

“Vivere e seguire”. Lettera dei Ministri generali francescani

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  Documento  segnalato da Mimina, in occasione della ricorrenza ottocentenaria della "Regola non Bullata" del 1221, ed in previsione del  4 ottobre 2020, Solennità di San Francesco d’Assisi . ( Da: www. Ofmconv. Net) A tutti i frati del prim’Ordine nell’occasione lieta degli ottocento anni della Regola non bollata, noi Ministri generali inviamo questa lettera. Per far memoria grata. Per rinnovare con passione la nostra sequela del Signore Gesù nella forma di vita di frate Francesco per la Chiesa e il mondo come frati minori. A lode di Dio, «che è tutto il bene, vero e sommo bene» (Rnb XXIII,9). Per iniziare Un altro anniversario… Che non sia la visita obbligata a un museo! Nel 1221 giungeva al termine una delle tante “storie” che, nella tradizione cristiana, hanno avuto come esito finale la produzione di un testo chiamato “regola”. Qual è il “genere letterario” in gioco? A noi la parola “regola” suscita con ogni probabilità un sussulto interiore di autodifesa, perché il rich