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Sindemia Covid

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  A proposito di Covid 19 ecco una nuova parola dai quotidiani nazionali per indicarne la pericolosità, ma anche la maniera per una sua curabilità attraverso una serie di azioni coerenti con  con lo stato reale delle cose . Più che una pandemia , come in genere viene indicata, è una sindemia. Se fosse soltanto una questione di parole, ci interesserebbe poco; il fatto è che con la parola nuova si va a toccare la sostanza e si va a definire una maniera totalmente nuova per andare a curare la malattia, forse più efficacemente che con il solo vaccino. La campagna vaccinale guarda soltanto al virus e cerca di debellarlo e renderlo innocuo. S indemia è “interazione di una malattia infettiva altamente contagiosa (culminante in una bassa percentuale di casi con una sindrome respiratoria acuta severa), con una serie di condizioni patologiche croniche quali diabete, ipertensione, obesità, malattie cardio-vascolari e polmonari, malattie oncologiche, decisamente prevalenti...

Vaccino anti-covid e vaccino antinfluenzale

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  Queste sono le sere in cui in TV esperti, medici ed opinionisti vengono coinvolti a parlare sul vaccino anti-covid, soprattutto da quando nel Regno Unito si è visto fare i primi vaccini; abbiamo ascoltato il primo italiano che, in quanto fisioterapista in servizio in Inghilterra, ha ricevuto la prima dose e sta aspettando la seconda. Tutti ci poniamo una serie di interrogativi sul quando e sul come arriverà in Italia e sul piano di distribuzione che si spera sia ben articolato e in grado di garantire sia conservazione ed efficacia del vaccino sia l’accesso ordinato e imparziale a tutti i cittadini, dapprima alle categorie a rischio ed ai più anziani e poi a tutta la popolazione. Quello che preoccupa è leggere notizie come quella di oggi sul quotidiano! All’Aquila si sta ancora aspettando ulteriori dosi del vaccino antinfluenzale “che consentiranno di coprire il fabbisogno per i cittadini che hanno più di 65 anni di età o soffrono di patologie che li espongono a ris...

Il caso: Presepe Monumentale di Castelli a San Pietro

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  Non avrei voluto parlare ancora di presepe, ma la vicenda appare alquanto singolare. Quando ho letto la notizia del presepe in ceramica artistica di Castelli esposto a San Pietro, mi è sembrata una bella cosa per la regione Abruzzo e questo piccolo paese ai piedi del Gran Sasso teramano . Il "Presepe Monumentale" è opera dell’Istituto Statale d'Arte "F.A. Grue" di Castelli, che nel decennio 1965-1975 organizzò la sua attività didattica attorno al tema natalizio e produsse, con mirabile intesa di allievi e professori, le 54 statue. E’ quindi una produzione corale e collettiva. È legato alla tradizione della natività , ma con sguardo modern o i suoi personaggi richiamano la storia del periodo : la conquista della luna, il Concilio Vaticano II, l’abolizione della pena di morte. Ma questo presepe, a pochissime ore dalla sua inaugurazione è diventato un vero e proprio caso internazionale Critiche a pioggia dal popolo del web ma anche dalla stampa ...

Antonio Del Sole: il Presepe Ottocentenario di Assergi; il Presepe-rinascita di Tempera

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Il presepe di Assergi Antonio del Sole è l'artista di nascita assergese che ci ha donato per il Presepe Ottocentenario 2020 di Assergi la ricostruzione della medioevale e caratteristica  linea delle mura, che si scopre transitando lungo la SS 17Bis. Si materializza, proiettato con le sue luci sul pannello di sfondo, un paesaggio che ci racconta tutta la passione e la nostalgia di chi in questo paese ha vissuto  la sua infanzia e giovinezza e ne ha amato tutti gli angoli più nascosti.  da parte del paese e della associazione, attraverso la quale ha collaborato all'allestimento del presepe, u n grazie ad Antonio Del Sole che  si è classificato nel Concorso   “La Strada dei Presepi" (Trofeo Scardaci) , organizzato dalla Pro loco di Tornimparte,  al primo posto nell'edizione 2018.  E' risultato al terzo posto negli anni 2017 e 2019. Le due foto che seguono sono del presepe di Assergi. Il presepe di Tempera I l presepe di Tempera, che qui di seguito vediam...

Terza Domenica di Avvento

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Selezionato da Mimina (tratto da Frate Indovino, organizzazione religiosa)   Accendiamo la terza candela della Corona dell’Avvento. La terza è di colore rosa ed è chiamata “Candela dei Pastori”, la candela della gioia, poiché i pastori sono stati i primi a visitare e adorare il Bambino Gesù e a raccontare della sua nascita. Si è accesa una luce, nel deserto si è udita una voce che annuncia la buona notizia: il Signore viene! Il messaggero annuncia la luce che brilla, che viene a salvarci, luce che riscalda e avvolge le nostre anime.  

Piantina di quercia

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  Cari Assergesi, mi presento. Sono una giovane piantina di quercia, alta e snella come una modella, e sono in attesa di una dimora fissa in questo vostro territorio; sono stata regalata dall’associazione NoixLucoliOnlus, per onorare l’Ottocentenario di San Franco e per lasciare un messaggio di vita, di speranza e di collaborazione . Desidero crescere, diventare secolare ed amica, sfatando l'antico detto "Assergi antico ...".  S ono arrivata   tramite l’associazione  “Assergi: cultura, memoria e montagna” il 17 ottobre 2020 e sono in attesa di collocazione; veramente mi trovo in un bel sito e in mezzo a tante altre piante, ma ho bisogno di distendere le mie radici in uno spazio più ampio e libero di quello che può offrire un piccolo vaso, anche se sono trattata con molte attenzioni. Mi dicono che si sta aspettando l’assegnazione di un’area dove potrò crescere ed affidare al sole e al vento la mia chio...

Santa Lucia 13 dicembre

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Selezionato da Mimina Faccia Lucia ci dice che la vita è fatta per essere donata.    Lei ha vissuto questo nella forma estr ema del martirio, ma il valore del dono di sé è universale: è il segreto della vera felicità.    L’uomo non si realizza pienamente nell’avere e neppure nel fare; si realizza nell’amare, cioè nel donarsi. E questo può essere inteso anche come il segreto del nome “Lucia”: una persona è “luminosa” nella misura in cui è un dono per gli altri.    E ogni persona, in realtà, lo è, è un dono prezioso. (Papa Francesco) LUCIA DI SIRACUSA (Da: Agiografia e memoria dei Santi, organizzazione religiosa) La vergine Lucia è una delle martiri più famose degli inizi dell'era cristiana. Come ricorda il Messale Romano è una delle sette donne menzionate nel Canone Romano. Il suo culto si diffuse rapidamente e si è conservato attraverso i secoli. Conosciamo poco della sua vita. Originaria di Siracusa, dov'è molto venerata, Lucia fu allevata secondo i princi...

Il Gruppo-presepe al lavoro

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La cappella in fondo alla navata destra della chiesa, ha influito con due elementi: l’ampiezza dello spazio, la presenza dell’altare in pietra scolpita e intagliata, datato 1593, recante all’interno uno stupenda tela della Natività, recante la firma di Josephus Donati delle Campane, restaurata di recente e dai vividi colori sia dei personaggi principali, sia del pastore con l’agnello sotto il braccio, del suonatore di zampogna ed altri. La decisione è stata di lasciare il dipinto in evidenza, valorizzandolo, e far ruotare intorno gli elementi del presepe Ottocentenario, quasi abbracciandolo e inglobandolo nella nostra scena. Volendo rappresentare i luoghi di San Franco, in Assergi, attraverso tre pannelli e sei scene quale sfondo, è iniziato il lavoro con tutta un’opera di falegnameria per il riciclo e la lavorazione di laterali di un vecchio armadio e il ritaglio nel compensato della cornice per i poster. Il posizionamento dei pannelli nella cappella ci ha suggerito la dislocazione d...

Alla scoperta dei particolari del Presepe Ottocentenario

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 La visione scenografica dell’insieme, pur essendo suggestiva, non rende a pieno il significato del Presepe Ottocentenario, che è fatto di richiami, associazioni, simboli, evocazioni, legati al territorio e ad una secolare storia e tradizione. Anche i materiali usati suggeriscono ricordi ed emozioni. Iniziamo la descrizione dal lato sinistro della Cappella della Natività. Il Presepe n° 1, è un’opera recente di Franca Petricca; nel suo intreccio e ricamo di radici di “screpetegli”, trovati e raccolti sotto le “Malecoste”, zona “Colle del Vento”, che si aggrovigliano e distendono a ritagliare spazi e rustici paesaggi, ci introduce in una atmosfera rievocativa dei nostri paesi di montagna. Segue un grosso ciocco di radice di faggio, proveniente dal Vallone “Fossa di Rive”, tra le cui diramazioni trovano collocazione i doni di San Franco al Bambino; essi sono altamente simbolici, ma reali, e costituiscono il povero corredo che l’Eremita porta con sé quando, dopo venti anni di e...