Un saluto a Papa Francesco

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Un saluto a Papa Francesco

di Franco Dino Lalli


(Immagine Papa Francesco su "il Centro 27 agosto 2022)




Il 28 agosto ci sarà all'Aquila la visita del Pontefice, Papa Francesco, per la Perdonanza Celestiniana 2022; voglio ricordare un momento importante della nostra microstoria, il tempo della nostra giovinezza, che ci vide protagonisti, anche inconsapevoli ma soprattutto pieni di entusiasmo, per la visita di un altro pontefice in occasione della inaugurazione del traforo del Gran Sasso: Giovanni Paolo II, nel lontano 30 agosto del 1980.

Nei giorni precedenti la visita decidemmo, insieme al parroco di allora, Don Gustavo Iovenitti, come sempre facevamo, di offrire anche noi una testimonianza tangibile di affetto e gratitudine per il papa. Così pensammo di realizzare un pannello da porre sulla collina di fronte al luogo ove il papa avrebbe pronunciato il suo discorso e offerto la sua benedizione. Su quel pannello decidemmo d’apporre la scritta:

 “ASSERGI SALUTA IL SANTO PADRE”

Don Gustavo ci dette la possibilità di usufruire di un supporto logistico ove realizzare il pannello: il garage della parrocchia, oggi centro polifunzionale. Ci impegnammo a lungo nella discussione sulle modalità realizzative, sulla grandezza e sull’aspetto cromatico del pannello, che assunse le dimensioni notevoli di qualche metro di lunghezza e di larghezza.

La mattina del giorno fatidico, caricammo su un motocoltivatore il pannello e ci accingemmo ad esporlo sulla collina di lato allo spiazzo sopra l’ingresso del traforo, preparato per l’atterraggio dell’elicottero del Pontefice. Ricordo la grande fatica occorsa nel salire quel pendio ma anche la gratificazione immensa nell’osservare la sua imponenza e ciò che voleva rappresentare. Ricordo anche i pensieri contraddittori che emersero nelle nostre discussioni: con il traforo eravamo affascinati dalla novità, incuriositi per i nuovi orizzonti che s’aprivano alla nostra esperienza, ma nello stesso tempo, preoccupati per il timore che esso potesse mettere a rischio l’identità del nostro microcosmo che fino ad allora era stato protetto dalle montagne.

Con il ricordo di quei momenti mi piace auspicare, con la speranza che si possano concretizzare i suoi e i nostri aneliti per la pace nel mondo e con la nostra devozione, che quel pannello possa anche oggi essere lì, idealmente, come omaggio a Papa Francesco.

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