Giochi di una volta ad Assergi: Gigino e Gigetto (lab. Memorie)

 Post di Ivana _Fiordigigli



Oggi un dolce e magico gioco per bambini piccoli che, estasiati, seguivano la semplice filastrocca e il movimento delle mani e delle dita, senza riuscire a capire dove andassero a finire i due personaggi e da dove ritornassero. Non so se i bambini di oggi, abituati ai giochi di luce e alla narrazione televisiva riescano a divertirsi altrettanto.

Intanto ecco due o tre versioni della filastrocca,


N° 1
Gigino Gigetto
che va sopra al tetto

vola Gigino
vola Gigetto

torna Gigino
torna Gigetto


N° 2
Arriva Gigino
arriva Gigetto

vola Gigino
vola Gigetto

torna Gigino
torna Gigetto



N° 3
Gigino Gigetto
stanno sul tetto

vola Gigino
vola Gigetto

torna Gigino
torna Gigetto.


Chi fosse Gigino e chi fosse Gigetto nessuno lo ha mai spiegato; se fossero ragazzi o giovani o anziani, è sempre passato in secondo piano rispetto al loro apparire e scomparire. Nemmeno Gino Faccia, che pure ha elencato questo "gioco di una volta", tra quelli che lui ricorda, me lo ha saputo dire.

I bambini si accontentavano di due semplici pezzetti di carta, nel migliore dei casi colorata, o meglio con abbozzate grossolanamente due facce, che venivano fermate sull’unghia dell’indice di ognuna delle due mani con saliva.

Mi piace riportare qui una filastrocca particolare, del Chietino, perché in dialetto abruzzese e più completa, anche perché sembra una fiaba. Identifica Gigino e Gigetto con due uccelletti che stanno sul tetto, prima travolti dal vento di tramontana e poi richiamati dall’amichevole e quotidiano suono della campana:


Ddu'cillucce sopra a lu tette,

une è Giggine e l'altre è Giggétte,

arrive lu vente di tramuntane,

vole Giggine e vole Giggétte.

Si sente lu sone di na campane,

torna Giggine e torna Giggétte...

Traducendo dal dialetto: “Due uccellini sono sul tetto uno è Gigino e l'altro è Gigetto, arriva il vento di tramontana, vola Gigino e vola Gigetto. Si sente il suono di una campana, torna Gigino e torna Gigetto.”


Adesso proviamo a spiegare il magico meccanismo che affascinava i bambini. I due indici con Gigino e Gigetto, venivano mostrati poggiati sul bordo di un tavolo. Al “vola”, prima l’una, poi l’altra mano, venivano portate in alto e nascoste dietro la testa. Qui avveniva la scomparsa dell’indice, scambiato con il dito medio, che tornava giù senza Gigino, o Gigetto, sull’unghia.

Meccanismo inverso per farlo riapparire in bella forma sull’indice!




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