Affresco "La Crocifissione" - alcune osservazioni di Adriano Cipicchia



Post di Ivana Fiordigigli.

Desidero ringraziare Adriano Cipicchia, che ha scritto al nostro sito, per le accurate e documentate osservazioni sull'affresco della Crocifissione, che correggono l'identificazione di una delle due figure ai lati della Croce.

Quella a sinistra di figura non è San Rocco, come si potrebbe dedurre dal libro di Demetrio Gianfrancesco pubblicato nel 1980, che descrive l'affresco come "Cristo crocifisso tra san Giovanni e san Rocco" (pag.194/95) e lo attribuisce, insieme a quello vicino che rappresenta "San Bartolomeo tra San Bernardino da Siena e sant'Eusanio", a Francesco da Montereale, che aveva dipinto anche il Tabernacolo della chiesa.

Per una conferma sono andata a controllare la Scheda del Ministero dei Beni Culturali, Ambientali e Artistici che risulta compilata nell'anno 1996. 
Essa Identifica l'oggetto come "Dipinto murale"; indica come soggetto: "Cristo Crocifisso tra San Giovanni Evangelista e San Giacomo / Invenzione della Vera Croce"; per la cronologia indica il XVI secolo (1500-1599). 
Adriano Cipicchia la data più indietro, come un'opera del XV secolo, quindi tra 1400 e  1499.

Sempre Demetrio Gianfrancesco nella nota 331 di pag. 195 aggiunge che lo ritiene opera di Francesco di Montereale e ciò gli viene suggerito dall'uso di un colore tipico, quasi arancione, che ricorre in questo pittore, ma aggiunge: "La paternità del dipinto del Crocefisso fu invece attribuita dall'architetto Moretti, in una sua visita fatta durante i lavori di ripristino, a Saturnino Gatti".

Come si può constatare, non è molto semplice, né sempre univoca, la lettura delle opere d'arte che arricchiscono e rendono unica la chiesa Santa Maria Assunta di Assergi. Proprio per questo mi sembra importante il contributo di Adriano, che fa una attenta disamina e che riporto di seguito.


Affresco "La Crocifissione" - alcune osservazioni

di Adriano Cipicchia






Si tratta del grande affresco della Crocifissione che si trova nella parete della navata sud.
Credo che vada sciolto un equivoco sull'identificazione della figura che si trova alla sinistra della Croce.

Non credo che si tratti di san Rocco da Montpellier, per tre ragioni.

La prima ragione è cronologica: l'affresco è del XV secolo, e san Rocco è morto sì nel 1379 ma fu canonizzato solo nel 1414 (secondo alcuni nel 1437) e la popolarità del santo fiorisce solo a partire dagli anni '70 del XV secolo.
Per cui mi pare difficile che la figura del recente santo potesse essere oggetto, così presto, di una raffigurazione tanto importante quale è quella del nostro affresco: san Rocco riceverebbe la stessa dignità figurativa del santo che sta alla destra del Crocefisso, che è san Giovanni Evangelista, il discepolo "prediletto" di Gesù. Mi sembrerebbe stonato.

La seconda ragione è iconografica, in negativo: san Rocco tipicamente veniva raffigurato con la gamba ferita dalle piaghe della peste, accompagnato dal cane, vestito di una tonaca da pellegrino, non certo dalla veste sontuosa del nostro affresco. Degli attributi tipici di san Rocco qui abbiamo solo la conchiglia.

Anche la terza ragione è iconografica, ma in positivo: se il santo alla destra del Crocefisso è indubbiamente san Giovanni questo suggerisce che alla sinistra di Gesù possa esserci suo fratello: san Giacomo il Maggiore.

Armonicamente sarebbe ricomposta la coppia dei due fratelli: i "figli del tuono" (Marco 3,17), i figli di Zebedeo, i quali chiesero a Gesù: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». (Marco 10,37).

Nel nostro affresco alla destra di Cristo abbiamo san Giovanni: l'unico che rimase fino alla fine presso la croce. Alla sinistra abbiamo dunque san Giacomo: del resto fu il primo tra i Dodici a morire martire.

Così sarebbe spiegato il senso della presenza del bastone con la conchiglia: non è quella di san Rocco bensì quella di Compostela: di Santiago, di san Giacomo.


Adriano Cipicchia suggerisce per un maggiore approfondimento la consultazione di alcuni siti:


Commenti

  1. Convengo, per quello che io possa convenire. Benvengano queste dotte esegesi
    grazie

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