CAMMINO DEI MONTI E DEI SANTI.

Post Ivana Fiordigigli

I territori colpiti dai terremoti 2009 e 2016 vedranno presto la realizzazione di tre “Cammini”, importanti per la valorizzazione turistica di un territorio ricco di testimonianze ed emergenze storico-culturali. Si è nella fase di individuazione delle imprese cui affidare i lavori che riguardano opere per circa tre milioni di Euro.

Essi sono:

- IL CAMMINO DELL’ALTA VALLE DELL’ATERNO.


-IL SENTIERO ITALIA del CAI, che "intende valorizzare e potenziare il tracciato escursionistico del tratto appenninico del Sentiero Italia che connette tutte le terre colpite dal sisma del 2009, attraverso un processo di infrastrutturazione leggera” come dice l’USRA.


- CAMMINO DEI MONTI E DEI SANTI. Di esso abbiamo già parlato lo scorso anno perché nel territorio di Assergi, lungo la strada Aragno-Assergi e quella che risale lungo il Raiale erano apparse delle strane frecce segnaletiche.

Dà notizia Giustino Parisse su “IL Centro” che si prevedono lavori (per 1 milione di euro) e che riguardano:

“installazione di segnaletica direzionale, tramite segnali su pali infissi nel terreno in punti specifici del percorso e in prossimità delle ramificazioni dei sentieri montani esistenti ricadenti nei comuni dell'Aquila, Campotosto, Capitignano e Pizzoli; installazione di totem digitali monofacciali, la dotazione di un compressore per gonfiaggio pneumatici delle bici e prese per la ricarica delle e-bike. Il tutto in prossimità degli spazi pubblici dei paesi che si trovano lungo il percorso L'Aquila-Collemaggio, Arischia, Collebrincioni, Assergi, Aragno, Campotosto, Capitignano e Pizzoli. C'è poi, tra l'altro, il recupero della Casa cantoniera, al bivio tra la Strada regionale 577 e la Statale 80, da destinare a b&b, e del Casale Coppi da destinare a rifugio montano, nella frazione di Aragno”.






Riportiamo di questo percorso le due tappe che coinvolgono Assergi e che sul sito https://ilcamminodeimontiedeisanti.it/percorso/ vengono così presentate e descritte:

Tappa 2 Collebrincioni-Assergi

Partendo da Collebrincioni si prosegue in salita fino a toccare i 1300 metri per poi ridiscendere nella valle dei laghetti, denominata “lago asciutto”, incrociando un fontanile antico e delle casette abbandonate in corrispondenza della conduttura idrica che negli anni ’30 portò l’acqua potabile al paese. Proseguendo per la valle Orsa, fino a risalire a quota 1400 metri, si raggiunge la croce di Aragno (altra frazione aquilana) e da lì, percorrendo la vecchia mulattiera usata dai pastori, adiacente alla strada provinciale dove vicino alla Fonte Vecchia c’è la chiesa di Santa Lucia, si arriva al borgo vecchio dove si incontrano le chiese di Santa Maria Maddalena e Santa Maria della Vittoria.
Uscendo dal paese si costeggia la chiesa di Santa Barbara e si prosegue nella valle fino a immergersi in un bosco di querce, coltivato a tratti per la produzione del tartufo nero pregiato, per poi risalire verso la Fonte Otre (acqua non potabile) e il territorio della frazione di Camarda, dal quale si apre la visuale verso il massiccio del Gran Sasso che accompagna il camminatore fino ai primi boschi di Assergi il cui centro abitato si raggiunge fiancheggiando il torrente.
Assergi è l’unica frazione aquilana ad essere stata fortificata tramite cinta muraria. Snodo importante per le principali località del turismo montano, oltre alle mura ben conservate il caratteristico borgo medievale presenta punti di interesse religioso come la chiesa di Santa Maria Assunta che in alcuni elementi richiama la Basilica di Collemaggio.



Tappa 3: Assergi Campotosto

Il territorio di Assergi, che ospita anche la sede del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, non finisce oltrepassate le mura di cinta. Ripartendo dal borgo ci si addentra nella suggestiva valle del Vasto, per imbattersi nella Grotta a Male, che con i suoi 500 metri di ampiezza e 84 di profondità massima è la grotta più grande del Gran Sasso, e poi giungere al santuario di San Pietro della Ienca, oggi intitolato a San Giovanni Paolo II che da appassionato di montagna aveva in questi luoghi una delle sue mete predilette.
Proseguendo lungo la valle si incontrano i resti di un antico centro abitato e la chiesa di Santa Maria del Vasto, da dove si continua fino alla cappella di San Vincenzo sovrastata dalla storica fonte nota come Acqua di San Franco.
Qui si può decidere di fermarsi e suddividere in due parti la tappa, fra le più intense del Cammino, o andare avanti verso il passo delle Capannelle per approdare sulle sponde del lago di Campotosto, il secondo lago artificiale più grande d’Europa, con sullo sfondo una visuale fiabesca del monte Corvo.


 

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