Pastorizia e tratturi in Abruzzo di Romolo Liberale

 Post Ivana Fiordigigli

Sviluppando il tema della transumanza, presentiamo una recensione del libro di Romolo Liberale, edito nel 2000.



Pastorizia e tratturi in Abruzzo di Romolo Liberale

di Franco Dino Lalli


Un contributo importante per la riscoperta e la riappropriazione della memoria della pastorizia e della transumanza nella nostra regione ce l‘offre il libro Pastorizia e  tratturi in Abruzzo, del poeta, scrittore e uomo impegnato politicamente e socialmente Romolo Liberale, nato a San Benedetto Dei Marsi nel febbraio del 1922, morto il 26 ottobre 2013.

Come testo viene edito nel 2000, ma conserva a pieno la valenza documentaria, nonc
hé propositiva, sul fenomeno analizzato e quindi è del tutto attuale.












ROMOLO LIBERALE, Pastorizia e Tratturi in Abruzzo. Breve profilo storico. Arssa Edizioni (Agenzia Regionale dei Servizi di Sviluppo Agricolo). 2000. Pag. 95. S. i. p.



Le strade della poesia conducono sempre alla ricerca e alla conoscenza dei valori fondamentali dell'uomo, per l'uomo, per la sua dignità, all'indagine e alla ricerca delle sue radici, storiche, culturali, artistiche che portano ad un ritorno sperato e cercato da tempo immemorabile. Sui sentieri impervi della memoria l’opera di Romolo Liberale "Pastorizia e Tratturi in Abruzzo" fiorisce d'immagini e parole che provano a comunicare quanto si è cercato di trattenere e di non disperdere nel tempo. E solo la voce di un poeta come Liberale, un poeta con un bagaglio di vita e d'esperienze come lui, poteva, così capillarmente, offrire un quadro esplicativo dei fenomeni indagati. Proprio perché, come dice in una delle note iniziali Corrado Barberis, la poesia è l'altro modo di conoscere la realtà. Conoscerla e appropriarsene in maniera diretta, in maniera reale e concreta attraverso il vissuto e l’esperienza personale della propria memoria è lo strumento più acuto a cui l’uomo riserva le speranze e la dignità delle sue radici e le manifesta con i suoi atteggiamenti, con la sua parola, la sua poesia.

Romolo Liberale ci offre così un'opera dettagliata, una visione esauriente e completa della memoria della pastorizia, della. transumanza, la sua espressione più dolorosa, la memoria della fierezza e della dignità: dignità storica e dignità culturale.

La pastorizia è analizzata fin dall'inizio della sua introduzione nel campo economico occidentale con i suoi risvolti sociali ed economici, nei suoi contrasti e nella convivenza con il mondo agricolo, cioè come componenti di un unico fattore produttivo. L’analisi conduce lungo la storia dell'introduzione delle pecore in Spagna e dei conflitti storici ad essa legati, analizza poi il fenomeno di sviluppo della pastorizia nella nostra penisola e su come in questo territorio si cercò di organizzare l’attività armentizia nei secoli successivi. Viene analizzato ampiamente e precisamente il fenomeno dei tratturi, Ie vie erbose dello spostamento delle greggi che avevano una loro organizzazione e un loro disciplinamento. Ai tratturi era collegato proprio un sistema ben preciso che comprendeva un sistema di vie erbose e spazi di sosta: i tratturelli, i bracci e i riposi.

L'analisi della storia dei tratturi ci guida lungo tutta la serie della loro organizzazione, della loro difesa e della codificazione delle regole al proprio interno. Individuiamo così la loro precisa costituzione e la stessa organizzazione interna al gruppo degli uomini addetti, la sofferenza, la fatica, la lotta per la sopravvivenza.

Anche in riferimento alla decadenza della transumanza, Liberale ci offre un quadro sinottico dei motivi e dei contenuti per individuare il declino del più importante monumento della storia economica e sociale di quei territori interessati alle migrazioni stagionali degli armenti e cioè come il fenomeno della pastorizia diventava ed era ridotto a fatto secondario, marginale, pressoché trascurabile. Nell'anno 1908, con l’atto Costituivo del Commissariato per la reintegra dei Tratturi si determinarono Ie norme per l'alienazione dei terreni tratturali e si cercò di salvaguardare, per i valori storico-culturali che custodivano, le vie rappresentate dai Tratturi che andavano da L'Aquila a Foggia, da Celano a Foggia, da Castel di Sangro a Lucera, da Pescasseroli a Candela. Il principio della tutela dei Tratturi, che sono territori facenti parte del demanio dello Stato, quindi di natura pubblica, diventano così il principio cardine degli interventi successivi ai quali ogni provvedimento legislativo deve fare riferimento.

Così, oggi, il problema assume un duplice aspetto: la necessità della destinazione del patrimonio rappresentato dai tratturi come bene produttivo e come testimonianza storica e l’esigenza di evitare ogni tentativo di risolvere il problema a livello centralistico, cioè di emarginare i tentativi dei vari enti, associazioni e forze locali che cercano di gestire in maniera autonoma e diretta una materia che ha una parte rilevante e fondamentale della nostra storia sociale, economica e culturale. In sostanza (e a questo scopo non solo documentativo, ma soprattutto propositivo, va il merito all'opera di Liberale) il fine sarebbe quello di "dare una risposta a quesiti, richieste e sollecitazioni capaci di armonizzare insieme tutto ciò che, riferito alla lunga storia dei Tratturi, appartiene all'uomo come patrimonio di tempi lontani, ma anche come realtà in cui si può operare oggi per costruire meglio il nostro tempo e il tempo delle generazioni che verranno".

Un posto a parte, nel saggio di Liberale, occupa il capitolo "La pastorizia nella letteratura e nelle arti". In esso l'autore ci fornisce ampi e precisi riferimenti, esplicativi e connotativi del fenomeno. Tutti i contenuti e le forme analizzati servono a identificare, nella pastorizia e nella transumanza, il motivo ispiratore delle numerose forme d'arte, non tralasciando quelle cosiddette "minori", quali ad esempio quelle rinvenibili nei vari paesi interessati al fenomeno, nelle varie chiese, nella cultura tradizionale, nella poesia dialettale.

L'analisi è condotta sempre con notevole precisione e capillarmente, mai in maniera oggettiva, fredda e distaccata, ma sempre con l'impegno del poeta che all'interno della cultura va ricercando e ritrova, nella sua essenza il frutto degli uomini, le sue e le nostre radici più autentiche. È questo il senso più profondo della vasta ricerca che, partendo dall'analisi del Vecchio Testamento, arriva fino agli autori più recenti del Novecento offrendo un panorama completo ed esauriente su come e in che modo la pastorizia occupa un posto di rilievo nelle religioni, nella letteratura, nelle più diverse discipline d'arte.

Completano il saggio, a mo' di sintesi didascaliche e propositive, le appendici che comprendono un quadro sinottico sulla pastorizia come fattore di tutela ambientale, un'indagine del Corpo Forestale dello Stato sulle attuali condizioni delle vie armentizie, un quadro sinottico riferito all'indagine forestale e un quadro esplicativo di alcuni termini ricorrenti nell'indagine sui tratturi. L'opera è inoltre corredata da una scelta di riproduzioni artistiche e artigianali sulla pastorizia in significativi momenti di epoche storiche e culture diverse.

In conclusione, bisogna ringraziare Romolo Liberale per esserci stato di guida, con l'offerta della sua intelligenza e della sua "poesia", lungo il cammino dei Tratturi, nel viaggio della memoria alla ricerca delle nostre radici, le nostre radici "pecoraie" di cui possiamo e dobbiamo soltanto essere fieri.


Per l’appuntamento Le nuove stanze della poesia, il ritratto di Romolo Liberale a cura di Valter Marconi:

“Romolo Liberale dopo le elementari ha fatto il bracciante sotto Torlonia. A 16 anni, morto il padre e venendo da una famiglia povera, è stato costretto ad andare a Roma a fare l’operaio, poi è partito per il servizio militare. In seguito è ritornato e ha fatto il dirigente provinciale politico dei braccianti.” – racconta Mirka Liberale – E’ stato il primo segretario della Camera del Lavoro di Sulmona e in seguito segretario della Camera del Lavoro di Avezzano. E’ ritornato a dirigere i contadini diventando Presidente e membro del direttivo Alleanza Contadini e presidente del Consorzio Bieticoltori del Fucino, in un periodo dove queste organizzazioni contavano. Erano gli anni ’60. Una grande forza e tenacia di conduttore.”

Romolo Liberale è un poeta e scrittore marsicano, nato a San Benedetto Dei Marsi nel febbraio del 1922, è morto il 26 ottobre 2013.

Nel 1952 esce il suo primo libro di poesie “Ce vo ne munne gnove” a cui seguiranno molti altri libri di poesia e saggi.

Durante la vita politica Liberale ha ricoperto ulteriori incarichi a livello regionale e nazionale.

Una volta in pensione Liberale si è dedicato totalmente all’attività culturale occupandosi di critica d’arte, allestimento di mostre per i più importanti pittori italiani ed edizioni di varie cartelle di grafica.

Ha collaborato con il teatro Il Lanciavicchio che ha rappresentato alcuni suoi testi.

Nella sua vita ha scritto per numerosi quotidiani e riviste nazionali e locali ed in particolare per il quotidiano abruzzese “Il Centro”.

Liberale tra i suoi incarichi ha ricoperto quello di Direttore della biblioteca comunale di S. Benedetto, presidente del Centro siloniano di Pescina e socio dell’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea, membro dell’Istituto Nazionale di Sociologia Rurale.

Nel mese di ottobre 2014 nella ricorrenza del 1º anniversario della morte è uscito il documentario dal titolo “Romolo Liberale poeta e scrittore, sindacalista e politico” scritto e diretto da Haydir Majeed con la collaborazione del teatro il Lanciavicchio di Avezzano.

Nel mese di gennaio 2015 è stata dedicata una sala a suo nome nella nuova biblioteca comunale di San Benedetto dei Marsi.

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