Andiamo a conoscere "Il percorso dei due Santi"

Post Ivana Fiordigigli

Due anni fa circa abbiamo parlato su questo sito de "Il percorso dei due Santi", presentato dal Parco Gran Sasso e Monti della Laga: il santuario di San Pietro della Ienca, il santuario di San Gabriele.
I due Santi sono chiaramente San Giovanni Paolo II e San Gabriele.
Facemmo qualche osservazione sul fatto che, essendo la traversata da un versante all'altro del Gran Sasso, quello teramano e quello aquilano, se si fosse voluto guardare anche superficialmente alla storia dei due versanti, si sarebbe trovato un antecedente illustre di questo percorso fra il XII e XIII secolo in San Franco di Assergi e nei pellegrini che dal Teramano lo andavano a cercare già in vita presso i suoi eremi (Acqua di S. Franco, grotta ai Peschioli, grotta su P.zzo Cefalone). 
Ma tanto è e la realtà va accettata. Ad Assergi nessuno si è mai mosso a proporre qualcosa del genere, che presuppone non solo tanto lavoro anche solo per l'ideazione della proposta e del progetto, figuriamoci per la successiva realizzazione! Strutturazione di un progetto in tutte le sue parti e fasi: sensibilizzazione, pubblicizzazione, coordinamento tra vari enti ed associazioni, volontà politica, attenzione costante agli sviluppi e necessità che si creano!
Ora tutto questo è stato fatto per il Santo "giovane" di San Pietro della Ienca. 
Sulle spalle di San Franco pesano otto secoli di culto e di tradizione, che dovrebbero bilanciare in positivo ed incrementare l'importanza storica, religiosa e culturale della figura in Assergi, ma ciò non è e questo va riconosciuto. E' così che si arriva al "Percorso dei Due Santi" tra San Gabriele e San Pietro della Ienca,  tra Isola  del Gran Sasso e la zona, grosso modo vicina al Monte San Franco, senza nemmeno citarlo.

Riteniamo però importante conoscere ciò che sta avvenendo e capire quale è il "Percorso dei Due Santi". Lo facciamo attraverso  la relazione su una escursione fatta di recente , Domenica 19 giugno 2022: la traversata dei due santi e del Gran Sasso da parte di una associazione sportiva ed escursionistica: "I Folletti del Morrone", che dichiarano nel loro Programma: 

Abbiamo scelto l’escursionismo come attività principale poiché è uno sport che consente di unire cultura e movimento. In generale, l’escursionismo è inteso come attività non competitiva in cui si ricerca il contatto con la natura e la cultura dei luoghi; esso offre agli appassionati i piaceri del ritrovare il benessere interiore e della immersione nella natura e suscita, dalla conoscenza diretta e concreta sul campo, l'interesse verso un maggiore impegno nelle azioni di tutela del territorio.

(Per rendere più leggibile e chiaro il testo, si è preferito inframezzare le foto alla parte scritta e non metterle come "Galleria fotografica)

Confronta http://www.follettidelmorrone.it/escursionismo/747-2022-0619-relazione-traversata-dei-due-santi.html







Domenica 19 giugno 2022

Traversata dei due Santi


Pubblicato sul sito "I Folletti del Morrone" Lunedì, 20 Giugno 2022 08:15.




Partenza suggestiva, alle 6 di mattina, dal Santuario di San Gabriele dell’Addolorata. Per strada asfaltata, mentre ammiriamo da lontano le balze orientali delle vette del “Centenario”, andiamo ad imboccare il Sentiero dei 2 Santi.







Dopo un quarto d’ora, il primo cartello potrebbe scoraggiarci, indicando che mancano 14 ore alla meta finale …ma non ci facciamo impressionare… e dopo l’iniziale discesa, in località Cesa di Francia imbocchiamo il sentiero n. 208 e passiamo presso i ruderi (pochi) di San Valentino. Risaliamo quindi nella frazione di Cerchiara, dove, nei pressi della Chiesa, troviamo una rigogliosa e fresca fontana pubblica.






Dissetati e raccolto un opportuno quantitativo d’acqua, affrontiamo un tratto ripido che ci impegna nella prima difficoltà di giornata. Raggiunta quota 935m circa il sentiero assume un andamento completamento diverso: lungo susseguirsi di gobbe e fossi a mezza costa, proprio sopra l’A24. Tale tratto ci permette di portare un bel passo, ammirando sia i versanti orientali del Camicia, del Prena, delle Torri di Casanova, che i primi affacci sul Paretone orientale del Gran Sasso, che ci appare ancora lontano…ma non ci facciamo scoraggiare, sapendo che l’escursione ci darà piacevoli incontri. 

















Difatti, arrivati all’Eremo di San Nicola (1.096m), troviamo un’altra fontana, con acqua freschissima. Ma non solo ...... graditissima sorpresa l'incontro con Fadino, un local molto generoso, che ci offre una ottima lonza casareccia ... i sapori di una volta. Il posto meriterebbe una lunga sosta, ma abbiamo tanta strada e altri luoghi ameni da incontrare.










 Intanto, man mano che ci avviciniamo, il panorama del paretone del Corno Grande ci cattura lo sguardo. Abituati a percorrere i sentieri alti e le vette del gruppo, da qua giù ne scopriamo la maestosa figura.









Dissetati e raccolto un giusto quantitativo d’acqua riprendiamo il nostro passo spedito a mezza costa sul sentiero 200 B, attraversando anche il ruscellamento della parte terminale del noto Vallone dell’Inferno.






Poco oltre, lasciamo il sentiero a mezza costa per imboccare il sentiero n. 212 che porta alla località Il Vaduccio, con una salita impegnativa nel bosco, che affrontiamo con un passo adeguato alla pendenza ed al dislivello da superare. Raggiunto il Vaduccio, tralasciamo la deviazione per il Rifugio Nicola D’Arcangelo (ma ci torneremo in altra occasione…) e raggiungiamo il noto Vado di Corno.
 In questa località abbandoniamo il percorso ideato dal Parco per seguire il sentiero n. 215, che ci porta a raggiungere gli Alberghi di Campo Imperatore.
















Ritemprati dalla sosta, imbocchiamo l’impegnativa discesa del sentiero n. 170 che, proprio sotto i piloni della funivia, passando per i resti della stazione intermedia, ci porta a Fonte Cerreto. Qui troviamo una gradita fontana e bar dove sostare brevemente e rifocillarci.






Ripartiamo da Fonte Cerreto in leggera discesa per ampia ed ombrata carrareccia, sentiero n. 102, fino alla località Spinara, dove abbandoniamo il sentiero a favore di una comoda carrareccia (assolata, ma panoramica verso il versante occidentale della catena che va dal Passo delle Capannelle a Campo Imperatore).





 Raggiunta l’amena chiesa di San Clemente, facciamo l’ultimo sforzo e raggiungiamo la meta finale: San Pietro della Jenca. Abbiamo anche modo di assistere alla conclusione della messa e ricevere la benedizione del Parroco che si congratula con noi per la bella traversata.



















Commenti

Post popolari in questo blog

San Martino: tradizioni popolari in Abruzzo di Franco D. Lalli

Giochi di una volta ad Assergi: PALLA BATTIMURO (lab. Memorie)

"Montagna da vivere - una sfida" di Gianfranco Totani