"La lucciola" (Fauna e flora locale)

Post Ivana Fiordigigli

Con il caldo di questi giorni e con l'avvicinarsi dell'estate qualche lucciola sperduta arriva sin sulle siepi o fra i muri a sassi delle nostre case. L'evento suggerisce a Franco Dino Lalli di fare una puntuale ricerca su questo particolare insetto che illumina le notti estive, occhieggiando tra i fili d'erba.



La lucciola
di Franco Dino Lalli







Stanotte un dono inaspettato: una lucciola si è posata sul muro del mio cortile. Inizialmente credevo fosse il riflesso delle luci dei lampioni su qualche pezzetto di vetro, poi, avvicinatomi, era proprio la luce intermittente di una lucciola che non avevo avuto più la possibilità di osservare ormai da tanto tempo, da quando da bambino avevamo la possibilità di gioire di questa visione. Ricordo quando ci avventuravamo alla ricerca di questi insetti e, presi, li serravamo nella coppa delle mani per bearci del loro tenero fuoco che illuminava e scaldava la nostra innocenza ed era la luce dei nostri sogni. La lucciola si può paragonare proprio all’innocenza e alla fantasia di un fanciullo che si pone nei suoi confronti con la fantasia, con lo stupore e con l’innocenza propria della sua età senza convincimenti scientifici. Le lucciole sono ormai apparizioni rarissime a causa dei tanti veleni che sono stati versati nelle campagne, frutto di una sconsiderata modalità dei nostri tempi.

In Assergi la lucciola è chiamata, con un nome non certo poetico, la focancùre che definisce in modo realistico e conciso la sua descrizione.

Lucciola è il nome comune di vari coleotteri della famiglia Lampirydae che hanno la caratteristica di essere luminosi nella parte posteriore dell'addome.

Depongono le uova dalle quali nascono larve allungate, fornite di una leggera luminescenza. I maschi volano nell'aria all'inizio dell'estate mentre le femmine non volano essendo sprovviste di ali. La luce giallo-verdastra è diffusa nei due ultimi segmenti dell'addome che sono luminosi alcuni in maniera uniforme. I maschi la emettono volando per inviare i segnali alle femmine che invece li osservano da terra rispondendo con una luce continua. Così allora i maschi cominciano a volteggiare sopra le femmine illuminandosi più spesso per poi arrivare da loro.

In tal modo si è evocato nella lucciola l'emblema dell'amore nella quiete notturna.

Gli uomini antichi non riuscivano a spiegarsi il fenomeno della luce del loro corpo e pensarono che si trattasse di un privilegio concesso dagli dèi. Anche nel secolo scorso gli studiosi pensavano che la luminosità fosse dovuta a ghiandole fosforescenti o alla presenza di idrogeno solforato. Oggi, invece, si sa che gli ultimi segmenti addominali della lucciola sono formati da uno strato di tessuto adiposo nel quale si si attua un fenomeno che agisce sull’enzima luciferasi che origina una luce fredda riflessa da uno strato circostante ricco di concrezioni uriche.

La lucciola è anche spesso il simbolo della speranza, sottinteso a quello della luce interiore di ogni animo, che aiuta quando siamo in balìa di momenti di sconforto.

Una tradizione vuole che sognare una lucciola sarebbe presagio dell’arrivo di buone notizie o di un dono inaspettato.

In Sicilia l'insetto è chiamato la candelina del pastore (cannilicchia di picuraro) perché ne illumina le notti nei pascoli. Una volta i bambini usavano mettere una lucciola sotto un bicchiere con la speranza di trovare al mattino una moneta al posto suo.

La lucciola era utilizzata anche come simbolo del Cristo e del cristiano essendo facile evocare l'immagine del Cristo che illumina l'umanità immersa nelle tenebre.

Ci sono tanti modi di dire o proverbi riferiti alla lucciola. Si dice “vedere le lucciole” con lo stesso significato di “vedere le stelle” quando un forte e improvviso dolore provoca spesso lacrime che si frappongono fra la luce e le pupille e fanno vedere moltissimi bagliori simili a stelle o lucciole. La sua luce fioca ha anche ispirato un celebre proverbio cioè “mostrare lucciole per lanterne” o “dare a vedere lucciole per lanterne” nel senso di ingannare qualcuno per propinare una cosa appariscente ma di poco valore.

Con l'invenzione del cinema la lucciola era la maschera che guidava lo spettatore illuminando la strada e indicando i posti a sedere con la lampada tascabile accesa a intermittenza per non disturbare gli spettatori. Nel nostro secolo per quanto riguarda le lucciole si intendono quelle persone che sono fornitrici di amori mercenari.

Informazioni tratte da Volario di Alfredo Cattabiani, Oscar Mondadori, Milano, ristampa 2001 e da vari siti internet.

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