UN GRANDE CUORE DI ACQUA di Elio Peretti (angolo della poesia)

 

Post Ivana Fiordigigli



Foto dell'Acqua di San Franco 2020


Foto dell'Acqua di San Franco 2018



Questa volta l'angolo della poesia ci viene suggerito dagli ottantacinque anni, festeggiati dai suoi amici,  compiuti da Elio Peretti, poeta ed autore di testi teatrali in lingua e dialetto rappresentati in Italia e all'estero. 

In particolare oggi 14 maggio voglio presentare tre brani della sua composizione poetica UN GRANDE CUORE DI ACQUA, perché quello centrale, L'amore nel pozzo, esplicitamente e con dei riferimenti molto chiari cita San Franco come colui che sancte vixit sui monti del Gran Sasso e colui che, con il miracolo dell'Acqua di S. Franco, riporta l'acqua, l'amore, la vita nel territorio aquilano: Chiara nel pozzo ritrovò l'amore e si specchiò da sposa. 

Il monaco Franco nell'arco della sua vita esistenziale, circa tra il 1154 e il 1230,  compie un lungo percorso in quel territorio, attualmente detto aquilano: il natio Roio Piano, la Abbazia di San Giovanni di Collimento nel territorio di Lucoli, il vagare nei boschi del Lucolano, l'attraversamento della conca aquilana, il risalire verso Pizzoli, Montereale, il territorio montuoso intorno alla Valle del Vasto, in particolare il Monte San Franco di Arischia e, poi, la decisione di abitare sui monti del Gran Sasso in una grotta posta nei pressi della Valle Portella e il suo salire in alto e porre la sua ultima dimora fra le alte rupi di Pizzo Cefalone, che domina e fa da sfondo ad Assergi.

Il poeta nei suoi versi, parlandoci del miracolo dell'Acqua di San Franco, suggella questa unità territoriale, percorsa e santificata dalla vita del Santo Eremita,  economicamente e culturalmente  legata alle vie dell'acqua e alla sua abbondanza. Il gorgoglio dell'acqua di questa alta fonte, che  "per futuro ancora ognuno spera", auguriamoci insieme al poeta che possa mantenersi.

O, forse, più che sperare, bisognerebbe anche operare sia per sensibilizzare alla problematica e al mantenimento delle sorgenti, sia per progettare attraverso gli enti locali preposti interventi opportuni. L'abbondanza della sorgente dell'Acqua di San Franco non è più la stessa, sembra che l'acqua si disperda per il terreno circostante ed andrebbe attentamente re-incanalata, se non vogliamo perdere dopo ottocento anni questa ricchezza di acqua, sia in senso fisico che simbolico-religioso-culturale.

Intanto la fama del Santo,  sia in vita sia post mortem, ha continuato a spaziare tra i monti, ha percorso i due versanti dell'Aquilano e del Teramano, è scesa verso Penne e attuale Pescara e giù giù con la transumanza verso le Puglie, Ha emigrato attraverso i nostri concittadini, in tutti i continenti. Anche oggi è un continuo pellegrinaggio sul Monte San Franco.

Non so quanti in Assergi conoscono i versi di Elio Peretti, ma essi, in occasione dell'Ottocentenario di S. Franco, inaugurato nel 2020, vanno conosciuti, apprezzati, divulgati e custoditi. L'associazione "Assergi: cultura, memoria e montagna" sta organizzando e preparando una speciale raccolta antologica di scritti su S. Franco.

Nulla ci resta di testi scritti da S. Franco o parole da Lui dette e trascritte da altri autori. Ci restano gli "Atti", che raccontano la sua vita, da un manoscritto iniziale attribuito a un monaco del Castello di Assergi, scritto negli anni finali del sec XIII e quelli iniziali del sec. XIV.


I versi sono stati pubblicati nel libro di Elio Peretti e Gianfranco Totani Rapsodia della tensione efficace. Arckè edizioni, L'Aquila, 2017. Con autorizzazione di uno dei due autori, riporto dal libro i versi di Elio Peretti e la figurazione di Giancarlo Flati, relativi a "Un grande cuore di acqua".


Elio Peretti


UN GRANDE CUORE DI ACQUA

(Andante spianato)





LA BROCCA INFRANTA


Un mattin d'Aprile
la brocca in fondo al pozzo
risuonò di rotto,
di infranto, di coccio, di pezzume e scaglie,
non come d'uso, dolce carezza d'acqua
che isciacqua e risalendo, colma,
goccia.
La brocca,
un mattin d'Aprile,
non aveva al fondo
trovato il molle letto d'acqua.
La brocca è rotta,
spezzata sulla terra secca.
La dolce Chiara che sposa
si specchiava
a nozze non andò
in quel mattin d'aprile;
che secchi erano i pozzi e le fontane.
Tutte le fontane ora son secche.
Tutti gli amori
muoiono di sete.
Gli amori inaridiscono
per mancanza di acqua.
Tutti gli amori diventano secchezza.





L'AMORE NEL POZZO


Era di giugno, quando
morì colui
che Sancte vixit

al Piè del monte
sopra il Vasto che del Gran Sasso
faceva trattenuta terra.
Franco operò prodigio
di flutto d'acqua
zampillante pura
che gorgoglio d’allora
e per gran tempo ancora
e per finora, per futuro
ancora ognuno spera.
Chiara nel pozzo
ritrovò l'amore
e si specchiò da sposa.
Non più gli amori
divennero secchezza.





UNA RIVERA


Al piè del colle
della città risorta
scorrono polle numerose
confluenti e fresche
a formare un coro d'acqua:
una rivera per le donne
che i teli affondano
e mostrano poi biancore al sole
e lanaioli e cimatori
che d'acqua molta
n’hanno bisogno
uso largo di soddisfacimento
essi ne fanno.
                  Un grande cuore d'acqua
                  che si spande, s'allarga, si spiana
                  e va, va lenta, si spiana sulla terra,
                  andante spianato su natura vivente.




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