Pesco - - Flora e fauna locali

 Post Ivana Fiordigigli,


Pesco 

di Franco Dino Lalli

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Il pesco, Prunus persica (L.) è un albero della famiglia delle Rosacee. È originario del sud-ovest della Cina, ai confini col Tonchino e la Birmania. Nel I secolo d. C. il frutto si diffuse nel bacino del Mediterraneo, grazie alla sua introduzione ad opera di Alessandro Magno. Fu coltivato in Italia. Se ne trovano raffigurazioni negli affreschi di Pompei.

In Cina da tanto viene considerato l'albero dell'immortalità simile all'albero della vita del Paradiso Terrestre. Un simbolismo, risalente al terzo millennio a.C., descrive il pesco come un albero gigantesco tra i cui rami si apre la porta degli spettri custodita da sei guardiani che lasciano entrare soltanto chi è degno di arrivare all'immortalità, se invece è indegno lo afferrano e lo gettano in pasto alle tigri.

Questo simbolo si è trasferito anche in Giappone dove il pesco è venerato come protettore contro le forze malefiche. La sua precoce e dolcissima fioritura è simbolo di rinnovamento e di rinascimento, di bellezza e di gioventù ma anche di purezza verginale e di fedeltà. In Egitto la sua foglia aguzza ha ispirato il simbolo del silenzio. Nell’antico Egitto era il frutto sacro di Arpocrate, dio del silenzio e dell’infanzia: per questo ancora oggi le guance dei bambini sono paragonate alla pesca.

Per la religione buddista la Pesca, insieme alla Melagrana e al Cedro, vengono chiamati i Tre Frutti Benedetti.

In Europa è considerato benefico. In Sicilia si sosteneva che chi aveva il gozzo dovesse mangiare una pesca nella notte di San Giovanni o dell'Ascensione; se la pianta produttrice fosse morta il gozzuto sarebbe guarito.

In Lomellina venivano nascoste delle foglie di pesco sottoterra e quando erano marcite si applicavano alle verruche delle mani per eliminarle. Si diceva pure che gli stregoni guarissero un paziente trasferendo magicamente il suo male sull'albero le cui foglie cominciavano a ingiallire e a cadere. A Marsiglia si sosteneva che bastava assopirsi per due o tre ore ai piedi di un pesco con la schiena appoggiata al tronco per guarire dalla febbre.

Altre tradizioni dicono che, per liberarsi dai vermi intestinali, basta porre delle foglie di pesco tritate sull’ombelico e che, per guarire da febbri intermittenti, bisogna alzarsi di notte ed abbracciare il tronco di un pesco fiorito: così sarà l’albero ad ammalarsi.

Il legno del pesco, usato per i mobili della casa, secondo una superstizione orientale, serve a proteggere la casa e la famiglia dai fantasmi e da diversi pericoli.

Nel linguaggio ottocentesco dei sentimenti se si dona un ramo di fiori di pesco si dichiara la propria ammirazione e nello stesso tempo si assicura una totale dedizione.

La pesca è costituita dall'85% di acqua e risulta ricchissima di zuccheri. Contiene poco olio essenziale, un buon numero di minerali e le vitamine A, B1, B2, PP e C. Matura è un frutto energetico, aperitivo e rinfrescante.


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