«Cena del Signore»

 Post Ivana Fiordigigli



"Ultima Cena" di Leonardo da Vinci

La Messa nelle ore serali del Giovedì Santo, viene detta «Cena del Signore», in latino “Missa in Cena Domini”

Essa dà inizio al Triduo pasquale, tre giorni liturgici da Giovedì Santo al Sabato Santo

In Assergi questo anno 2022 viene celebrata alle ore 17.00.


Ricordiamo l'evento del Giovedì Santo con i versi del poeta assergese Silvio Lalli.

Il componimento è stato dallo stesso pubblicato nel 1935.




L'ULTIMA CENA

(di Silvio Lalli, da”Elevazioni”)


Malinconica sera. A cena siede

coi dodici discepoli

il Signore, 

vaticinato erede 

d’universal dolore.

Tolgon dal bianco desco, e se ne cibano

 il fresco pane azzimo

 e l'agnello fragrante, 

ancor fumante, 

per festeggiar la Pasqua.

 

Giovanni, il prediletto, 

posa sul Divin petto

 il giovin capo, e mira

il volto del Maestro, da cui spira

ineffabil mestizia.


Una profonda pena, 

che a’ suoi fedeli asconde,

turba la parca cena

del Salvator.

Lo Spirito pensoso

s’agita come l’onde

di mare tempestoso. 


 Fissa grave il Signore

 il tristo delatore,

l'Iscariota, e porge il pane intinto 

al discepolo finto 

che le tenebre attende.

Nel cuor, che d'oro ha fame, 

del bieco traditore

cova il delitto infame, 

rugge il rimorso.


Il corpo ha offerto e il sangue il biondo Rabbi 

ai fidi e al perfid’angue 

prima che questi versi il suo veleno, 

prima che il capo esangue 

sulla Croce reclini il Nazareno.


Prima che la catena i polsi laceri, 

e illividisca il Corpo  

colpo su colpo di randelli e fruste 

che la veste riducono 

e la carne a brandelli; 

e la corona di robuste spine 

arrossi Il crine,

e grossi nodi ribaditi forino 

le mani e i piedi;

ed affilato aguzzo acciaro squarci

il misero costato: 

tolta la sacra mensa, 

siccome un padre il buon Gesù consiglia

la raccolta famiglia, 

e poiché l'ora è giunta, 

novo comandamento affida ai suoi 

dell'amore scambievole. 

Indi, commosso l'anima in ambascia, 

il cenacolo lascia. 

Pietro e gli altri lo seguono.


Curva la fronte, lento il passo, muove 

sotto l’immane peso del dolore, 

a pregare sul Monte degli Ulivi 

il Redentore.


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