Il sapone fatto in casa

 Post di Ivana Fiordigigli




Franco Dino Lalli il 24 febbraio 2022 ci ha guidato alla conoscenza e analisi della particolare esperienza pittorica e artistica di Annunziata Scipioni, presentando e descrivendo il dipinto intitolato "Sapone fatto in casa", olio su tela, 80 x 60, 1982

Il quadro è, quindi, diventato l'occasione per un percorso di rilettura della realtà di Assergi in tempi ormai trascorsi e diventati ricordo anche per i ragazzi che circa una cinquantina-sessantina di anni fa guardavano incantati e interessati le operazioni delle mamme e nonne per fare il sapone in casa.

Franco Dino così ci ha guidato attraverso le varie fasi di lavoro:

  • raccolta e preparazione degli attrezzi per il fuoco e la cottura e degli ingredienti necessari:  il caldaio,   la legna;
  • ingredienti: i grassi animali e anche ossa di animali tenuti da parte per il sapone,  lisciva preparata a base di cenere,  soda caustica;
  • bollitura nel caldaio, degli ingredienti, per parecchie ore sotto l'attenta sorveglianza delle donne, girando continuamente per far amalgamare il tutto e per raggiungere il punto giusto di consistenza del sapone;
  • versamento in contenitori di latta per farlo raffreddare e rapprendere, diventando solido;
  • estrazione del blocco solido dai bidoni di latta e successivo taglio dei pezzi di sapone pronti per i vari usi di igiene della casa e del bucato.

si è soffermato, quindi, a considerare che "la reazione che avveniva durante il processo era una vera e propria trasformazione della materia: in un liquido come l’acqua, la base alcalina rappresentata dalla soda caustica (o idrossido di sodio) reagiva con acidi deboli, il gasso animale e vegetale.... durante il processo di saponificazione la soda caustica si neutralizzava e si disperdeva completamente e il sapone ottenuto, anche se risultava un po’ irritante, non ne conteneva. Comunque, la soda caustica poteva essere sostituita con la lisciva, che usavano un tempo le nostre nonne, che si ricavava dalla cenere del legno e, anch’essa, nel prodotto finale non era più presente."

Giacomo Sansoni in data 7 marzo ha lasciato un commento, che pubblichiamo, interessante perché ci fornisce informazioni sulla reazione chimica alla base della formazione del sapone.


Giacomo Sansoni

Il sapone veniva prodotto con la reazione chimica dell'idrolisi basica degli esteri.
Cosa sono gli esteri?
Sono i grassi, i quali grassi a loro volta sono composti da acidi grassi superiori, quali il palmitico oleico stearico, ricinoleico o olinoleico, che sono acidi organici con media-lunga catena carboniosa, più o meno insatura, aventi il gruppo funzionale COOH
Quando questi acidi, a livello del gruppo COOH reagiscono con un alcool, che ha il gruppo funzionale OH, si legano in una reazione detta appunto di esterificazione, liberando una molecola di acqua.
L'alcool che compie la reazione di esterificazione con gli acidi organici, suddetti è la glicerina, ovvero un alcol con tre funzioni alcooliche, detto anche triolo.
cosa è quindi un sapone?
E' il sale sodico o potassico(nel caso di utilizzo della soda NaOH sodico) degli acidi superiori che si sono idrolizzati dalla glicerina.
Pertanto un sapone, in forma generica è: C15H32COONa.
Perchè il sapone scioglie lo sporco e in particolare il grasso?
Perché queste molecole di sapone, si conformano a raggiera, con la parte carboniosa, quella dei gruppi CH3 o CH2 o CH , che è anfotera, ovvero non si discioglie in acqua posta all'interno di quella definita e le parti acide (COONa) all'esterno, verso l'acqua, in modo da stabilire rapporti chimici con il grasso, che così viene deterso
nella pratica della produzione di una volta, si usava quale addensante la pece.
La reazione doveva avvenire per mezzo del calore perché la reazione di idrolisi è enoergonica , con l'uso della soda, proprio perché la reazione avviene in ambiente basico. Occorreva conoscere le dosi dei rapporti grasso (esteri) con la soda, anche se la reazione che ha una sua specifica stechiometria, qualora fosse predominante la soda nello specifico rapporto stechiometrico, comunque non reagendo era facilmente allontanabile dal sapone, quale agente chimico non combinato. Però la sapienza contadina aveva ben chiare le proporzioni. E' bene ricordare che il sapone è stata forse una invenzione dell'uomo, dopo quella della produzione dell'alcool.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'Acqua di San Franco e la tradizione.

A Giuseppe Lalli, sul suo articolo “Assergi, San Franco e Sant’Egidio