3 - Giochi di bambini e bambine di Giancaterino Gualtieri

Post di Ivana Fiordigigli

Saltare da una scala, da un muretto, da un qualunque rialzo è sempre stato un grosso divertimento per i bambini e, magari, si stuzzicavano l'uno con l'altro. Ricordo una sequela di raccomandazioni dei genitori, che mettevano in guardia da possibili incidenti. Qualcuno mi ha detto che anche nelle nostre zone c'era una specie di cantilena, ma ricorda solo la parola "calecagnitte". La frase riportata da G. Gualtieri sembra quasi una forma di scongiuro, una formula esorcizzante dal rischio che si corre saltando; tanta è la voglia di saltare, che il rischio si affronta, ma ci si raccomanda, quasi una preghiera.

Anche la caccia tra i fiori di sambuco alle "azze" o "azzoni" costituiva nei tempi passati un divertimento per i bambini, ma avere la zampetta legata da uno spago e provare a volare, ma girare solo in tondo, forse non era molto ben gradito dalla "cetonia dorata". A ripensarci, veniva inflitto un bel supplizio a questo insetto dagli stupendi metallici colori tra il verde e l'oro!




 Giochi di bambini e bambine

di Giancaterino Gualtieri


                                                 Salta saltarello.


Zùmpe zumpìtte,                       Salta saltarello,

calecaggnìtte,                           “calcagnello”,

ne me fà màle                           non mi far male

ca uàgglie zumpà!                    che voglio saltare!


Frase scherzosa e deprecatoria che i bambini recitavano prima di saltare a terra da qualche muretto o pianta etc. per esorcizzare la paura del salto ed anche per ricordarsi di non cadere mai di calcagno, ma sempre sulle punte, pena l’indolenzimento del calcagno con dolorosi formicolii.


(http://www.midisegni.it/)




La cetonia dorata (gli’azzéune).




Cetonia dorata - Cetonia aurata L. (foto http://dic.academic.ru)



Uno dei divertimenti dei bambini/e nei mesi d’estate era di catturare “n’azzéune” (una cetonia dorata, Cetonia aurata L.), legarle un filo sottile ad una zampina e lasciarla volare in circolo per quanto spazio permetteva il filo. Il ronzio delle elitre della cetonia faceva di quel piccolo giocattolo volante e vivente un grande aereo in volo nella fantasia dei ragazzi.

Le cetonie pasturano di preferenza o sui fiori di tasso barbasso (Verbascum sp.) o sulle ombrelle di sambuco (Sambucus nigra L.) o del puzzolente ebbio (Sambucus ebulus L.) e quindi si facevano delle piccole spedizioni di ragazzini e bambini per andare a catturare le cetonie. 

Ma anche i nonni e le nonne (che le madri e i padri erano sempre in campagna a lavorare e i bambini e i ragazzini erano di fatto affidati al controllo delle nonne e dei nonni) se riuscivano a catturare una cetonia vicino casa avevano trovato il modo per tenere buoni per un po’ di tempo i bambini/e a loro affidati.


(prosegue la pubblicazione con il capitolo: "Giochi di bambine e ragazze")


Commenti

Post popolari in questo blog

A Giuseppe Lalli, sul suo articolo “Assergi, San Franco e Sant’Egidio

L'Acqua di San Franco e la tradizione.

Film: FESTA - Piccola storia di una Epifania