Nuova ascesa al Corno Grande il 27-28 maggio 1881

Post di Ivana Fiordigigli


 I protagonisti di questa nuova ascesa del 1881 sono Enrico Abbate, segretario della sezione del Club Alpino  Italiano, il suo amico pittore Enrico Coleman, Martinori, Mengarini e Micocci, le guide alpine di Assergi Giovanni Acitelli e Franco De Nicola, il fratello di Giovanni, Francesco, come portatore: "compito di portare e piantare le tende".

E' trascorso un anno dalla prima ascesa invernale al Corno Grande di Corradino Sella e il cugino Gaudenzio (9 gennaio 1980) e dalla esperienza traumatica e sofferta del ghiaccio da  parte delle giovani e inesperte guide alpine assergesi, ma il giovane Giovanni Acitelli non si è fatto scoraggiare e bloccare, sa che può affrontare le difficoltà. Alcuni dei problemi avevano riguardato la montagna in pieno inverno e il non sapersi muovere sul ghiaccio, altri la carenza di attrezzature ed abbigliamento adeguati, la non conoscenza di tecniche adatte alla situazione, che nessuno aveva mai insegnato.

Certamente anche al C.A.I. di Roma si erano resi conto che ai cosiddetti "valligiani" del Gran Sasso andavano forniti i giusti sussidi ed aiuti; che la situazione delle guide del Gran Sasso non era la stessa delle guide delle Alpi che avevano alle spalle tutta una cultura di familiarità quotidiana con la montagna.

Foto di Enrico Abbate (da Bollettino CAI dell'Aquila del giugno 2007)

Quando Enrico Abbate sceglie come guida Giovanni Acitelli, sa della sua inesperienza; mano a mano che lo conosce apprezza anche la sua audacia e il suo coraggio, la sua forza e resistenza, e punta su questo.

Nasce un rapporto fra i due che proseguirà nel tempo e Giovanni Acitelli sarà guida in una serie di altre scalate, acquisendo sicurezza e tecniche e diventando un valido supporto ed aiuto nell'affrontarle.

Il gruppo, sotto la guida di Abbate, il 27 e 28 maggio 1881 risale il ripido e innevato pendio dei Ginepri e riusce a raggiungere la vetta.

Scrive Alessandro Clementi nel Bollettino CAI dell'Aquila del giugno 2007:

"... effettuarono in condizioni di eccezionale innevamento e con tempo avverso, la salita di Pizzo Cefalone per la cresta sud-est, la traversata delle Malecoste e l'ascensione (interrotta da un violento temporale a 15 minuti dalla vetta) del Pizzo Intermesoli. Pernottarono tutti in Val Maone, con molto disagio, nelle tende piantate da Francesco Acitelli. L'indomani, raggiunta per il canalone dei Ginepri la Sella dei due Corni, percorsero la cresta nord della Vetta Occidentale non senza emozioni, causa l'alternarsi di tratti di neve molle al ghiaccio, ed il maltempo. Giunsero in vetta dopo oltre sette ore (...)"

Carta schematica dei luoghi e delle vette delle ascensioni sul Gran Sasso (da "Scalate sul Gran Sasso" di Andrea Bafile, Domenico D'Armi, Fredi Mallucci)

Questa volta fu Enrico Coleman che ebbe qualcosa da ridire sugli assergesi: "Il fatto è che nei punti pericolosi, invece di darci una mano, pensavano solo a loro stessi"; ma ormai le guide hanno capito cosa si richiede loro e diventeranno sempre più brave ed esperte nell'offrire supporto.

(continua)

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