La chiesa "S.Maria Assunta" di Assergi e le nuove "Via Crucis"

Post di Ivana Fiordigigli


 Oggi la chiesa "S. Maria Assunta" di Assergi si presenta arricchita di nuove "stazioni" della Via Crucis. Quelle precedenti sono raccolte, inventariate e custodite nella sacrestia parrocchiale. 



Quanto prima ci sarà l'inaugurazione e presentazione delle nuove Via Crucis. Il parroco Don Manuel Cepeda ha inviato al nostro sito le foto delle stesse, già installate sulle colonne.







Sono più grandi delle precedenti e si distinguono perché sono bassorilievi in gesso, dipinto e lavorato in maniera da rendere il colore e l'aspetto della pietra, e hanno le cornici in legno, con incisa la stazione.  Non sono nuove, ma di epoca; non sono di metallo pregiato, ma sono un dono alla chiesa di Assergi fatto dalle Suore di Santa Paola Frassinetti di Roma. Per ringraziamento alcuni parrocchiani hanno fatto un'offerta come donazione alle "missioni" delle Suore. 

Queste che seguono sono le scritte sottostanti le singole quattordici "stazioni":

  1. Gesù condannato a morte
  2. Gesù caricato della Croce
  3. Gesù cade la prima volta
  4. Gesù incontra la SS. Madre
  5. Gesù aiutato dal Cireneo
  6. Gesù asciugato dalla Veronica
  7. Gesù cade la II volta
  8. Gesù consola le donne
  9. Gesù cade la III volta
  10. Gesù spogliato delle vesti
  11. Gesù inchiodato in Croce
  12. Gesù muore
  13. Gesù deposto dalla Croce
  14. Gesù posto nel Sepolcro


Qualche informazione su questa forma di devozione popolare.

Il rito della “Via Crucis” si ripete ogni anno nel periodo di Quaresima, che precede la Pasqua. E una devozione popolare la cui origine si perde nel corso dei secoli, si rafforza col tempo e consiste nel ripercorrere una serie di “stazioni” che rappresentano il percorso di Gesù nella sua passione e morte.

La “Catholic Encyclopedia” indica alcune tappe temporali dello sviluppo di questa devozione:

- l’idea delle “stazioni”, caratteristica della Via Crucis, potrebbe risalire al V secolo e al vescovo di Bologna San Petronio, che collegò una serie di cappelle per rappresentare i santuari più importanti di Gerusalemme.

- Nel medioevo Francescani e altre comunità religiose iniziarono a costruire cappelle e santuari che riproducessero i luoghi di Gerusalemme, città diventata ormai pericolosa (si pensi alla Crociate) per i pellegrini che andavano in Terra Santa. “In particolare, il sacerdote domenicano beato Álvaro di Córdoba diffuse la devozione in Europa, iniziando dalla sua città, in cui vennero eretti piccoli oratori simili stilisticamente alle stazioni moderne.”

- Secondo padre William Saunders, “William Wey, un pellegrino inglese, visitò la Terra Santa nel 1462. A lui viene attribuito il termine ‘stazioni’. Descrisse il modo in cui i pellegrini seguivano i passi di Cristo”. Il termine divenne popolare in inglese, e alla fine venne applicato alle scene allestite nelle chiese.

- Nel XVII secolo i Francescani volevano iniziare a erigere quelle “stazioni” entro le mura della chiesa, e chiesero a Roma il permesso. Volevano anche che ai fedeli venissero concesse le stesse indulgenze che avrebbero ricevuto se si fossero recati a Gerusalemme. Papa Innocenzo XI riconobbe la necessità e acconsentì alla loro richiesta, spianando la strada alla Via Crucis come la conosciamo oggi.

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