Un museo per Assergi

Post di Ivana F.

Un museo per Assergi 




Due episodi accaduti in nemmeno una decina di giorni, mi hanno portato a riconsiderare una proposta per Assergi, borgo del Gran Sasso dalle mille potenzialità, ma sempre più spopolato e, quello che è più triste, sempre più privato di servizi pubblici sociali, commerciali, di collegamento, educativi e di una attrattiva offerta turistica.

Il primo episodio di ripensamento si lega a una pagina de “Il Centro” di lunedì 12 luglio 2021, dedicata alla ricostruzione dell’Aquila e in particolare al termine dei lavori, che hanno interessato il palazzo della Curia, e alla determina del Comune che approva il finanziamento di oltre 43 milioni di Euro per le opere:

A dodici anni dal terremoto l’aggregato edilizio più grande dell’Aquila, “quindicimila metri quadrati che si affacciano su Piazza Duomo” è ormai definitivamente concluso”.
L’obiettivo è tornare a far vivere gli storici edifici anche con progetti nuovi, come una Casa del clero per i sacerdoti più anziani e un Museo di arte sacra, con le opere più importanti appartenute agli edifici religiosi della città … Al suo interno dovrebbero essere raccolte tutte le opere più preziose provenienti dagli edifici religiosi della città e del circondario, alcune delle quali oggi conservate all’interno del Munda (Museo Nazionale d’Abruzzo)
.

Il secondo episodio è del tutto casuale: una giovane coppia attraversava Assergi scendendo lungo Via Portella, provenendo dalla Porta del Colle e da una escursione lungo la Valle del Vasto. Mi sono sentita rivolgere una strana domanda:
“Dove è il Museo di Assergi?”
Non ho potuto fare a meno di sorridere, rispondendo che in Assergi non c’è un museo, già prefigurandomi un bel luogo, che possa custodire e nello stesso tempo far conoscere cultura e tradizione del paese ai turisti, e un altro bel luogo che possa custodire, valorizzare e far conoscere oggetti d’arte, arredi liturgici, statue della chiesa “S. Maria Assunta” di Assergi, che è essa stessa un gioiello di arte.

Subito dopo ho pensato all’”Antiquarium” del Parco Gran Sasso e Monti della Laga , con i suoi reperti archeologici. In effetti i due giovani cercavano la sede del Parco, perché lì avevano lasciato la macchina.


Questi due casuali eventi mi hanno riportato alla mente la proposta fatta nell’agosto 2012 dalla Dott.ssa Giovanna Di Matteo, sempre molto sensibile a raccogliere le istanze provenienti dal territorio e la necessità delle popolazioni e dei paesi di mantenere una loro identità culturale e storica.

Nella relazione “Il recupero del patrimonio artistico ad Assergi: notazioni di restauro”, tenuta nel convegno del 2012 su San Franco (quale rappresentante della Curia Arcivescovile dell’Aquila, Ufficio Beni Culturali) offrì ad Assergi l'opportunità di conoscere il recupero e restauro di molte delle opere artistiche presenti sino ad allora nella chiesa “S. Maria Assunta”, di ascoltare i restauratori che se ne erano occupati, di sapere dove erano allora conservate.

Va valorizzata, e resa possibile, va ripresa la sua proposta, allora fatta, di creare in Assergi un Museo delle opere di arte sacra appartenenti alla chiesa, per poterle riavere nel luogo di origine, ma proteggendole. 
Così si articolava la proposta:
  • una ricerca documentale sulle opere restaurate, per comprenderle più a fondo e valorizzarle;
  • una collocazione per le stesse da trovare ad Assergi per conservarle e poterle conoscere e apprezzare «come memoria storica in un piccolo museo della Parrocchia», da creare.

Nelle relazioni della Dott.ssa Di Matteo e dei restauratori che con lei hanno allora collaborato, Germano Boffi, Davide Rigahlia, Pietro Scandurra, c’era la notizia di un recupero, attraverso un lavoro di restauro che dopo il terremoto si stava facendo, di alcune statue, sculture lignee e opere pittoriche accantonate e ritrovate nella chiesa di Assergi. Era un piccolo patrimonio artistico del paese. Tolte dalla polvere, ripulite, ristrutturate le opere sono state allora presentate sia in corso di restauro, sia riportate nel loro antico splendore. Nelle proiezioni in video si è potuto ammirarne alcune.

Di quali opere stiamo parlando? Presento le opere sino a quel momento restaurate e ristrutturate dalla Curia:


  • Madonna con Bambino,
  • Cristo Portacroce,
  • Tondi dei Dodici Apostoli,
  • antico Tabernacolo ligneo,
  • Statua lignea di Sant’Antonio
  • Statua lignea di San Francesco.
  • preziosissima Cassa-reliquiario di San Franco; occorre ricordare che fra le opere presenti in Curia e restaurate c'è anche essa.
Per non parlare degli altri oggetti sacri di Assergi. Presenti, alcuni in pessimo stato di conservazione, nella mostra tenuta in Vaticano dal 31 marzo al 31 maggio 2010, fra le opere del terremoto dell’Aquila e riportate nel volume “La memoria e la speranza – arredi liturgici da salvare nell’Abruzzo del terremoto”, Ed. Musei Vaticani:


- Navicella per incenso della prima metà del 1600 in argento sbalzato e cesellato;

- Navicella su piede circolare con fusto corto e coppa decorati a baccellatura;

- Calice del 1698 in argento e argento in lamina sbalzato inciso e cesellato, con doratura all’interno della coppa;

- Calice su piede circolare, impreziosito da tre putti alati con coda bifida tra grappoli di uva incisi;

- Lampada a sospensione della seconda metà del 1700 in argento sbalzato, inciso e traforato;

- Lampada a sospensione con trafori a giorno e motivi fitomorfi e scudi incorniciati da volute stilizzate;

- Calice della seconda metà del 1400 in rame dorato, sbalzato e inciso; argento dorato e inciso, smalti;

- Calice su piede a profilo mistilineo e figure sbalzate di putti oranti.; fusto a sezione esagonale e nodo globulare a decoro fitomorfo, con inseriti sei castoni a profilo circolare con clipei in argento, inciso con teste di Santi un tempo rivestiti a smalto, di cui restano i residui di fondi blu; coppa in argento dorato;

- Turibolo della seconda metà del 1600 in argento e in argento in lamina sbalzato inciso cesellato;

- Turibolo con piede a decoro di foglie lanceolate, coppa sbalzata a motivi vegetali cartigli e volute; motivo ripreso sul coperchio e completato da una sequenza di foglie di acanto coronate da una cupoletta; sul piattello decoro a baccellature.

Come si vede è già una bella quantità di opere preziose, sino a circa dieci anni fa presenti nella chiesa di Assergi, degne di costituire un nucleo del possibile museo.

Se a queste elencate aggiungiamo altri oggetti di pregio storico attualmente presenti nella chiesa, i reliquiari rimasti, quadri ed arredi catalogati e non, alcuni non di pregio oggettivo ma importantissimi per la storia e la tradizione locale, c’è veramente un nucleo di fondo su cui impostare un museo di arte sacra dentro la parrocchia. Occorre un progetto, per il locale che già esiste, prevedendo attuali ed evoluti sistemi di allarme.

In questa maniera il paese potrebbe riappropriarsi dei suoi tesori, potrebbe offrire a turisti ed esperti il suo notevole patrimonio storico ed artistico, recuperato e valorizzato di una nuova leggibilità perché reinserito nel contesto culturale e storico del paese e della chiesa.
Così terminata la relazione della Dott.ssa Giovanna Di Matteo:

Al di là di questi interventi soltanto una campagna di ricerca documentale potrà fornire maggiori certezze su quanto suggerito dal restauro. Conoscere più a fondo la storia dei pezzi giunti alla nostra attenzione è dato fondamentale per non abbassare la guardia sulla conservazione di quanto recuperato, affinchè essi non cadano nuovamente nell’oblio. Venendo collocati nella storia dell’edificio per il quale sono stati creati, essi possono essere conservati per il valore storico ed artistico che portano in sè, anche se non più destinati al culto, ma come memoria storica in un piccolo museo della Parrocchia.

Questi oggetti non devono certamente cadere di nuovo nell’oblio, o, peggio, nel dimenticatoio, perché hanno bisogno di riacquistare tutta la loro importanza di testimonianza, sia con tutto un lavoro di studio e recupero, sia con una nuova conoscenza, che occorre far ripartire da capo.

Occorre trovare ad Assergi una possibilità di stanziamento economico a favore della iniziativa, come pure lo slancio ideale e culturale necessario per la progettazione di una iniziativa che potrebbe essere l’inizio di un riscatto di una frazione che tanto ha contribuito alla storia religiosa e sacra dell’Aquila.

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