Tre piantine per San Franco e l'Ottocentenario: un ciliegio a Lucoli; un ciliegio a Roio; una quercia a Assergi


  

Oggi 18 giugno 2021 ho letto sul 
sito “Assergi racconta” un articolo a firma Fulgenzio Ciccozzi, che porta il seguente titolo: Roio Piano, un ciliegio per ricordare San Franco .

Già il titolo mi ha imposto una certa attenzione, ancor più la parte iniziale:

  • informa, da un lato, che la tradizionale celebrazione della Messa per la ricorrenza della festività di San Franco 2021, che Roio considera un figlio prediletto della sua terra, c’è stata domenica 13 giugno, ufficiata dal parroco Don Osman;
  • dall’altro, che Roio, e l’ambiente naturale tutto, a ricordo di San Franco, si è arricchito di un piccolo ciliegio.

Riporto le parole di Fulgenzio Ciccozzi: 

Al fine di promuovere il verde pubblico e in difesa dell’ambiente, è stato piantato sotto lo sguardo attento dei bambini un piccolo ciliegio, anche quale gesto di gratitudine verso San Franco che tradizione locale vuole oggetto di uno dei miracoli che l’allora giovane eremita compì proprio nel suo paese natio.

In realtà, a questo punto, un ideale e quasi magico filo sta collegando tre giovani piantine in tre dei “paesi di San Franco”, che assommano, in anni, gran parte della vita esistenziale e del percorso dell'eremita verso la santità, come testimoniano gli antichi “Atti”.

Qui ci sta bene un p'o' di storia delle piantine! 
La prima idea, in verità, va riconosciuta alla associazione “NoiXLucoli”, gruppo ideatore, realizzarore e curatore per dieci anni (da poco festeggiati) del “Giardino della Memoria”, ricordo semplice, vivo e molto particolare delle numerose vittime del terremoto 2009. 
La sig.ra Emanuela Mariani, socia della associazione di Lucoli, sapendo che ad Assergi ci stavamo occupando, partendo dalla rilettura e studio degli “Atti di San Franco”, della creazione del testo "Il respiro della montagna” per la rappresentazione recitata e cantata del 13 agosto 2020,  pose il quesito su quale albero si potesse considerare albero del Santo.

Dopo qualche ripensamento la risposta sicura  fu che le due piante, fra cui scegliere, potevano essere la quercia, albero onnipresente nei boschi percorsi dall’eremita e citato anche in qualcuno dei suoi miracoli “in vita”; oppure, con altro criterio, la pianta del ciliegio, che sta al centro della leggenda roiana delle ciliegie mature a gennaio; leggenda, letta e suggerita da qualche autore recente, come il primo miracolo di un San Franco giovane, che parte insieme al gregge della sua famiglia per le Puglie e promette alla trepidante madre di “tornare quando saranno mature le ciliegie”.


Da qui ha inizio la vicenda di tre giovani piantine, due di ciliegio una di quercia:
  • Il 17 ottobre a Lucoli, nel viale che conduce alla Abbazia di San Giovanni di Collimento, che ha ospitato per venti anni circa il giovane monaco Franco, si effettua la piantagione e la benedizione della piantina di ciliegio. Viene invitata l’associazione “Assergi: cultura, memoria e montagna”, che partecipa con alcuni suoi soci e riceve, in dono per Assergi, la piantina di quercia, da collocare a memoria dell'ottocentenario del Santo.








La piantina di quercia ha bisogno di una sua collocazione in territorio assergese; qui inizia, con una richiesta del 23 ottobre 2020 della associazione all'Asbuc, un iter burocratico lungo e travagliato, sia per risposte che non arrivano, sia per necessità di collocare la piccola quercia nel suo ambiente naturale ed evitare la sua estinzione nel vaso in cui è costretta.
A febbraio 2021, non arrivando alcun riscontro alla richiesta di un posto nel territorio collettivo di Assergi, viene piantumata alla parte più alta della Porta del Colle, prima che arrivi qualche bufera di neve che impedisca di posizionarla. 
Finalmente il 18 maggio 2021 l'Asbuc si manifesta, ma con un riscontro molto negativo, lasciando la "roverella" di San Franco e dell'ottocentenario in attesa degli eventi.
Il 5 giugno 2021, festa di San Franco, dopo la concelebrazione della S. Messa, si raggiunge la Porta del Colle. Qui il Parroco Don Manuel Cepeda benedice la Pietra-dedica, con immagine del Santo e data dell’Ottocentenario, e la piccola quercia rivestita del verde primaverile delle sue nuove foglie. 
Sono presenti alla cerimonia non solo degli assergesi, ma dei rappresentanti di Roio, Arischia, Ortolano e componenti di "NoiXLucoli".








Ora arriva la notizia che il 13 giugno, dopo la S. Messa dedicata a San Franco, a Roio si è proceduto alla piantagione di un piccolo ciliegio, a ricordo della leggenda roiana e di quello che si considera il primo miracolo del giovane Franco.






Sono tre eventi, che si caricano a vicenda di significato, di valore di testimonianza, di tradizione ottocentenaria, di un profondo spirito di religiosità, e anche di un'impronta di attualità ecologica, di sostenibilità ambientale, di rispetto della natura, di mantenimento della biodiversità.


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