Il verde cresce - comparsa di nuovi boschi

Post di Ivana F.


A volte, leggendo i quotidiani, arriva anche qualche buona notizia; ci viene da dati veri, poco ancora diffusi e conosciuti, o sottaciuti come, ad esempio, mette in evidenza l’articolo di Fabrizio Cannone.

L’ecologismo alla moda, che rischia di diventare una specie di catastrofismo generale e di generare paure che fanno sentire deboli e impotenti (scioglimento dei ghiacciai, innalzamento degli oceani, desertificazione di zone oggi verdeggianti, riscaldamento globale e cambiamento climatico), si trova di fronte a una notizia di cambiamento importante, alla quale sarebbe il caso di dare giusto peso.

L'associazione Trillion Trees, che ha per missione specifica la conservazione delle foreste e il ripristino di un trilione di alberi entro il 2050, ha appena pubblicato i risultati di una ricerca che vanno proprio contro il pessimismo cosmico dominante.

“La nostra nuova ricerca, scrive l'associazione che collabora con il WWF, mostra che gli ultimi 20 anni è ricresciuta una superficie totale di foreste equivalente alle dimensioni della Francia.”




Le foreste, di cui parla Trillion Trees, sarebbero ricresciute a partire dal 2000 e avrebbero il potenziale per immagazzinare l'equivalente di 5,9 GB di CO2 ; questo è più delle emissioni annuali degli Stati Uniti e non si tratta di mere speculazioni o di ipotesi non documentato ma del frutto di un progetto di ricerca di 2 anni, che ha comportato l'esame di oltre 30 anni di dati, di immagini satellitari e il rilevamento di esperti con conoscenza sul campo di oltre 100 siti in 29 Paesi diversi. Addirittura la ricerca afferma che nel Brasile di Bolsonaro si stima che dal 2000 siano ricresciuti circa 4,2 milioni di ettari, un'area grande all'incirca quanto i Paesi Bassi attraverso una combinazione di progetti pianificati per ripristinare la foresta, pratiche industriali più responsabili e altri fattori.

Cose simili si sarebbero registrate in Mongolia, in Canada e in Africa centrale ... Certo si può sempre fare di meglio ed è fatale che errori abusi ci siano stati nell'industrializzazione e nello sfruttamento delle risorse, ma il catastrofismo, acceleratosi nei tempi pandemici attuali, non porta da una parte. Lavoriamo concordi per il bene comune, ascoltando però tutte le voci scientifiche, anche quelle non conformiste e contro corrente.

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