Giochi di una volta ad Assergi: A CICCICOJIE (lab. Memorie)

Post di Ivana Fiordigigli

A ciccicojie è uno dei più semplici giochi per bambini, che si divertono tanto a stare sulle spalle del “papà” o della mamma e guardare tutto dall’alto.




È anche un gioco più complesso e faticoso attuato fra ragazzi più grandi: uno sta sotto con grosso sforzo, l’altro fa il cavaliere. A volte il portare sulle spalle il compagno diventava la pena inflitta a chi perdeva un gioco.

Il pegno da pagare, cito per tutti il gioco “Mazza e l’Irga”, era riportare chi aveva vinto, “ciccicojie”, lungo il percorso stabilito delle “vindiane” misurate. “Purtroppo il gioco era questo” dice Gino, ripensando a quante volte gli è toccato portare qualcuno a “ciccicojie”, cioè “fare ju ciucce”.
Per un ragazzo mingherlino non doveva essere semplice!

Comunque il divertimento era assicurato.







di Franco Dino Lalli

A ciccicojie (A cavalluccio)

Il gioco era usato come trastullo per i bambini più piccoli che attaccati stretti stretti alle spalle o al collo dei genitori o degli amici si divertivano un mondo.

Invece nel gioco con i più grandicelli i due bambini che giocavano assumevano il duplice ruolo di cavallo e cavaliere, cioè un bambino, il portatore, era il cavallo e chi si portava sulle spalle il cavaliere. Eseguivano percorsi più o meno lunghi per svago e per provare la propria resistenza.

Se si sfidavano più coppie si ponevano sulla stessa linea di partenza e dovevano compiere dei percorsi. Dato il via partivano e chi arrivava per primo all’arrivo stabilito era il vincitore. Talvolta s’inserivano, nel percorso, anche dei semplici ostacoli da superare. Il gioco era molto coinvolgente anche per gli spettatori che facevano il tifo per una coppia o per l’altra. Per il portatore era un gioco stancante per lo sforzo che si doveva compiere e anche perché il cavaliere che, per non rischiare di cadere, si attaccava con forza al suo collo rendendogli così difficile la respirazione. A volte capitava che il divertimento provocava ilarità sostenuta ad ambedue i giocatori e così si pregiudicava l’esito della corsa.





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