La tradizione dell'uovo di Pasqua

 




LA TRADIZIONE DELL’UOVO DI PASQUA

di Franco Dino Lalli

L’origine della simbologia dell’uovo risale a tempi lontanissimi antecedenti la nascita della religione cristiana. L’uovo rappresentava il concetto di vita e perciò se ne affermava la sacralità. Ad esempio alcune culture pagane credevano che il cielo e la terra formassero tutte insieme un uovo. Gli Egizi ritenevano che fosse l’origine e il fulcro dei quattro elementi fondamentali: la terra, l’aria, l’acqua e il fuoco.

Si può far risalire la consuetudine di regalare uova fin dagli antichi Persiani che scambiavano uova di gallina nel tempo della rinascita primaverile e la tradizione si diffuse anche in altri popoli antichi, come gli Egiziani che stabilivano questo periodo come l’inizio del nuovo anno, i Greci, i Cinesi ai quali si possono far risalire le prime uova decorate a mano.

Nei paesi a Nord del mondo, come le attuali Russia e Scandinavia, era legato all’uovo il significato della continua rinascita e riproposizione del ciclo di vita e per questo era considerato sacro. Molte uova in terracotta si sono ritrovate, infatti, in sepolcri della storia antichissima.

La tradizione del dono delle uova decorate cominciò ad affermarsi come una tradizione della Pasqua nel Medioevo. In questo periodo storico in Germania e nei paesi scandinavi, si diffuse l’abitudine di regale uova colorate la domenica di Pasqua e in Scandinavia questa tradizione, mutuata anche da altri culti pagani, divenne anche il simbolo del ritorno della primavera. Si sviluppò anche un’altra tradizione, quella dell’albero di Pasqua, e i meli con le loro fronde furono addobbati con uova sode, oggi sostituite con uova di cartone, polistirolo e plastica. Questa tradizione va sempre più prendendo piede anche nella nostra realtà nazionale utilizzando decorazioni prodotte a livello commerciale.

La Pasqua, dunque, è il segno della ricreazione dell’anno e del cosmo e l’uovo non è altro che il simbolo più adatto per celebrare il rinnovamento. Questo simbolo si ritrova nella maggior parte delle tradizioni. E’il simbolo della rinnovata rinascita della natura in quanto nasce da una vita e dona l’origine ad una nuova vita. Simboleggiava il rinnovamento dell’anno astrologico all’equinozio di primavera. Nei tempi antichi mangiare uova era augurarsi un buon auspicio per l’anno nuovo.

Sempre nel Medioevo, l’uovo pasquale divenne anche un oggetto di lusso che era abbellito con metalli preziosi come l’argento. Edoardo I (re d’Inghilterra e duca d'Aquitania dal 1272 al 1307) ne commissionò 450 esemplari proprio in occasione della Pasqua.

Con l’avvento del Cristianesimo s’immaginò l’uovo come simbolo di Cristo perché è colui che muore e poi risorge. L’uovo che si paragonava a un sepolcro in cui si preparava una nuova vita per venire alla luce, ispirò il simbolo della resurrezione. Nel medesimo periodo l'uovo decorato, da simbolo della rinascita primaverile della natura, divenne il simbolo della rinascita dell'uomo in Cristo.

Il simbolo della vita e della rinascita, in relazione alla morte e alla resurrezione di Cristo, è quindi assorbito dal Cristianesimo e rimane sostanzialmente immutato fino alla modernità.

Troviamo le prime usanze nel Cristianesimo delle uova di Pasqua tra i primi cristiani in Mesopotamia . Essi coloravano l'uovo di rosso in ricordo del sangue versato da Cristo durante la crocefissione.

Nelle tombe dei martiri a Roma, come in quelle di santa Balbina e di santa Teodora, sono state ritrovate uova simboliche di marmo che volevano essere simboli della resurrezione.

L’uovo diventò così il simbolo per eccellenza della Pasqua e la Pasqua di Resurrezione diventò la Pasqua dell’uovo.

In molte cattedrali si deponeva il giovedì santo un uovo di struzzo nel sepolcro rituale allestito insieme all’Eucarestia e si ritirava il giorno di Pasqua. Da questo deriva l’usanza dell’uovo pasquale. Infatti, il sabato santo i parroci benedicevano le uova sode colorate che poi si sarebbero mangiate il giorno di Pasqua.

L'usanza di scambiarsi le uova di Pasqua decorate si sviluppò nel Medioevo anche come regalo alla servitù.

Si diffuse in Germania l’usanza dell’uovo come regalo di Pasqua e si donavano semplici uova bollite e colorate con foglie e fiori.

In Italia l’usanza si è molto affievolita ed è ridotta all’usanza di produrre torte pasquali o di limitarsi alle uova di cioccolata. Persistono comunque anche nella nostra tradizione le uova sode e dipinte con coloranti naturali.



La tradizione dell’uovo decorato assunse fama internazionale per la forma e la tecnica più perfezionata con l’orafo Peter Carl Farbergé a cui lo zar Alessandro III aveva ordinato di preparare un dono per la zarina Maria. Creò il primo uovo di platino smaltato con dentro un altro uovo che conteneva a sua volta altri due doni: la riproduzione della corona imperiale e un pulcino d’oro. Il successo del primo uovo di Fabergé contribuì a diffondere la tradizione del dono all’interno dell’uovo.

Molto più recente è l’usanza dell’uovo completamente ricoperto di cioccolato. La più plausibile e conosciuta interpretazione vede la nascita dell’uovo di cioccolato nelle corti di Luigi XIV, per poi estendersi in Francia e Germania già dai primi decenni dell’800. I primi esemplari sembrano non fossero vuoti come gli attuali, ma completamente ricolmi: il dolce vuoto, affinché potesse contenere una sorpresa, potrebbe essere proprio nato in concomitanza con i preziosissimi esemplari di Fabergé.

La produzione industriale dell’uovo di cioccolata si è affermata nel corso del 900 e particolarmente nel secondo dopoguerra anche se la lavorazione del cioccolato in forme particolari ed insolite si può far risalire al secolo precedente. Infatti grazie al lavoro dei cioccolatai francesi e svizzeri, attraverso molti e complessi passaggi, si sono avute molte innovazioni come quella di François Louis Cailler, il quale nel 1819 realizzò un primo macchinario per la manipolazione del cacao in pasta, affinché il cioccolato potesse essere venduto in tavolette. L’olandese Coenraad van Houte, negli anni 20 del 1800, inventò una pressa idraulica per separare i grassi dalla polvere di cacao, così che il prodotto potesse risultare altamente malleabile, per assumere qualsiasi forma, uova comprese. A Daniel Peter si fa risalire la nascita del cioccolato al latte, mentre da Rodolphe Lindt deriva il conciaggio. La prima produzione industriale di uova di cioccolato sembra essere infine merito di John Cadbury, nel 1875.

In molti altri paesi, infine, all'uovo di cioccolato viene ancora anteposto l'uovo di gallina solitamente cucinato sodo. Questo avviene soprattutto dove è più diffuso il cristianesimo ortodosso, che non apprezza il significato commerciale delle uova di cioccolata.

In Italia l'uovo sodo come simbolo pasquale è rimasto presente soprattutto accompagnato dalla tradizionale colomba pasquale durante il pranzo.



Anche in Arabia l'uovo di Pasqua rappresenta la resurrezione di Gesù.

Commenti

Post popolari in questo blog

Tentativi di casta, Assergi prelatura autogestita

A Giuseppe Lalli, sul suo articolo “Assergi, San Franco e Sant’Egidio

Roio e Lucoli sulle tracce del monaco Franco: il primo rifugio nel bosco.