La Pasqua

Post di Ivana Fiordigigli

Il primo aprile 2021 ho ricevuto da Goffredo Palmerini il seguente messaggio, che fa a tutti gli auguri di Buona Pasqua, oltre a presentare  degli interessanti video i riti della Settimana Santa in Abruzzo: i Sepolcri, il Cristo Morto e Pasqua di Resurrezione. 






Cari Amici nel mondo,

ci prepariamo alla Pasqua, vivendo questo Giovedì,Venerdì e Sabato Santo e meditando ancora sul mistero della Morte di Gesù. Molto diversi questi giorni dagli altri anni, per via della pandemia che sta affliggendo l'Italia e il mondo intero, tenendoci necessariamente confinati nelle nostre case città e regioni, per limitare e sconfiggere il contagio che tante vittime sta mietendo. Li vivremo, questi giorni, con fede e speranza nel futuro, seguendo in streaming le celebrazioni pasquali, compresa la Veglia di Pasqua, ripercorrendo le tappe della nostra Fede, fino all'annuncio della Resurrezione di Cristo, Luce del mondo. Il mio augurio è che ciascuno possa risorgere dalle proprie condizioni di difficoltà, di ogni genere, ed aprirsi alla Speranza. Perché la Resurrezione è il centro della Fede cristiana.


Questa sera si inizia con la Messa "In coena Domini", che ricorda l'ultima Cena d Gesù con gli Apostoli, prima di affrontare la Passione e la Crocifissione, quindi la Resurrezione. Nel rito di questa sera la lavanda dei piedi, che vuole ricordare il gesto di Gesù verso gli Apostoli, significando che l'Autorità e deve essere sempre "servizio verso il prossimo". Per il Giovedì Santo vi voglio segnalare la tradizione dei "Sepolcri" che si tiene a Vasto (Chieti). Come da tradizione in ogni chiesa viene realizzato l’Altare della Reposizione, dove viene custodita l’Eucarestia per l’adorazione e la comunione del venerdì. Durante la serata le chiese sono un via vai di gente per la visita ai cosiddetti “Sepolcri”: la tradizione vuole che si visitino sette chiese.Il numero sette, molto ricorrente nella Bibbia, ha lo scopo di ravvivare la memoria della Passione di Gesù, ricordando i sette principali viaggi dolorosi fatti dal Redentore: 1) Dal Cenacolo all’Orto del Getsemani; 2) Dall’Orto alla Casa di Anna; 3) Dalla Casa di Anna a quella di Caifa; 4) Dalla Casa di Caifa al Pretorio di Pilato; 5) Dal Pretorio di Pilato al Palazzo di Erode; 6) Dalla Corte di Erode al Tribunale di Pilato; 7) Dal Pretorio di Pilato al Calvario.


Belle le tradizioni abruzzesi che ricordano il Venerdì Santo e la Veglia Pasquale. Ancora più preziose, quest'anno che non potranno tenersi per via del Coronavirus, due belle tradizioni abruzzesi che vi ripropongo in recenti edizioni. Per ricordare la Passione e Morte di Gesù vi segnalo la Processione del Venerdì Santo a L'Aquila (edizione 2018), una delle più suggestive d'Abruzzo, con l'accompagnamento dei Cori aquilani diretti dal Maestro Vincenzo Vivio con il Miserere di Selecchy. Sfilano nella città i Simboli della Passione e Morte di Gesù realizzati dall'artista Remo Brindisi. Il commento è della giornalista Angela Ciano.

https://www.youtube.com/watch?v=Ys55hTwCi_0



Inoltre, come messaggio augurale, penso di far cosa gradita, nel mostrare la gioia della Pasqua, facendo ricorso ad un'altra bella tradizione abruzzese, che si tiene ogni giorno di Pasqua a Sulmona: "La Madonna che scappa". In poche parole, mostra la Madre di Gesù addolorata per la morte del Figlio (con il velo nero) che alla vista di Gesù risorto, all'altro capo della splendida piazza, gli corre incontro con gioia perdendo i segni del lutto. Una tradizione molto suggestiva e commovente. Qui di seguito il video dell'edizione del 2011 vi fa seguire da vicino ogni momento della tradizionale cerimonia. https://www.youtube.com/watch?v=cU2HG5ERtSk



Aggiungo inoltre un video documentario su Gerusalemme, che ricorda i riti della Pasqua nella città che vide la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù.
https://www.youtube.com/watch?v=Nn0nsNM8UN8&t=555s GERUSALEMME.



Buona Pasqua a tutti!

Commenti

Post popolari in questo blog

Tentativi di casta, Assergi prelatura autogestita

Roio e Lucoli sulle tracce del monaco Franco: il primo rifugio nel bosco.

A Giuseppe Lalli, sul suo articolo “Assergi, San Franco e Sant’Egidio