Giochi di una volta ad Assergi: LA BAMBOLA (lab. memorie)

Post di Ivana Fiordigigli

Torniamo con questo articolo al Laboratorio delle memorie "I giochi di una volta" . Seguiamo Franco Dino Lalli che ci presenta il gioco preferito dalle bambine, di tutto il mondo e anche di Assergi.



Le bambine erano solite giocare con le bambole che permettevano giochi di ruolo ben definiti riferendoli a quelli degli adulti, in particolare precise consuetudini familiari: cullare la propria bambola come se fosse stato un proprio figlio, darle da mangiare, pettinarla, e mille altre cose suggerite dalla fantasia.


Foto da internet

Non tutte potevano permettersi il lusso di averne una o di potersela far comprare dai genitori e pertanto si procedeva alla costruzione, anche con l’aiuto di essi, per mezzo di materiali poveri racimolati in casa come ad esempio stoffe cucite e riempite per crearne il corpo, fili di lana o altro per i capelli, bottoni per gli occhi e per la bocca e stoffe di vario genere per abbellirle.


Foto di Ivana Fiordigigli

Era usato anche il granturco con le sue foglie che erano facilmente adattabili per costruire il corpo della bambola cui si aggiungevano tutti gli altri elementi come braccia e gambe con bastoncini di legno di vario spessore e lunghezza, sempre ricoperti da foglie del granturco, e i capelli con i suoi pennacchi.


Foto da internet



Aggiungo al testo dei passi, scelti da internet, che illustrano l'importanza di questo gioco per i bambini:


https://www.mazzeogiocattoli.it/

La bambola è molto di più di un gioco per una bambina. La bambola è la prima migliore amica, ecco perché il gioco con le bambole è molto importante. Questa forma di gioco permette ad una bambina, di entrare maggiormente in rapporto con se stessa. Con la bambola sperimenta la sua capacità di prendersi cura del prossimo, quella di tenere bene a mente i bisogni altrui, il senso di responsabilità e, inoltre, è anche un modo che serve ai genitori per testare la percezione dei loro insegnamenti sui figli.



https://www.vanityfair.it/

Giocare con le bambole è sicuramente uno dei passatempi più longevi e amati di sempre. Ma se la sua valenza pedagogica di gioco simbolico era ormai nota da tempo, quello che ancora non sapevamo è che le bambole possono avere degli effetti anche sullo sviluppo del cervello, aiutando i piccoli a rafforzare competenze sociali ed empatia, persino quando giocano da soli.



https://blog.eurekakids.it/

Tra le varie attività, giocare con le bambole è sicuramente il momento ludico per eccellenza che risale all’antichità: da sempre bambini e bambine sono stati incantati da questo semplice gioco, il quale ricorda loro le attenzioni e le mozioni che provano quando si relazionano con i grandi.

La bambola è infatti il giocattolo sul quale si concentra tutta l’attenzione del bambino: se ne vuole prendere cura, vuole sfamarla quando ha fame, consolarla quando piange, farla dormire quando è stanca… L’immaginazione non ha limiti ma viene sempre ricondotta alle situazioni della vita reale dove è necessario prendersi cura di chi è più piccolo.

Al tempo stesso i bambini sviluppano quella che viene chiamata empatia, ovvero la capacità di comprendere pienamente lo stato d’animo altrui: il gioco delle bambole è un processo d’immedesimazione nell’adulto e può essere il modo migliore per sviluppare quei valori della vita che il bambino potrà applicare nella relazione con gli altri.

Le bambole e le casette per le bambole non costituiscono un gioco ripetitivo proprio perché con loro si possono immaginare infinite situazioni, come se fosse la vita reale di un adulto con il suo bambino ed è proprio questo l’aspetto rilevante, poiché in maniera del tutto naturale si imparano i ruoli degli adulti, le loro responsabilità senza però  subirne le conseguenze.



https://www.zoomma.news/

Giocare con le bambole: perchè è così importante per un bambino?

“In termini generali il gioco ha un ruolo molto importante nello sviluppo psicologico, fisico e sociale dei bambini. Attraverso le attività ludiche si stimolano la fantasia, la creatività, la socializzazione, lo sviluppo motorio, la consapevolezza e la conoscenza di sé, inoltre si facilita l’elaborazione, la comprensione e il contenimento delle proprie emozioni, alleviando le tensioni e le paure.

Il bambino cresce e impara le competenze che gli saranno utili nella vita osservando il mondo attorno a sé e in particolare imitando le azioni e i comportamenti a cui gli adulti dedicano maggior cura. E’ importante e naturale che un bambino, maschio o femmina che sia, voglia giocare con le bambole, prendersene cura, vestirle e cucinare, attraverso questa azione elabora e prende maggior consapevolezza di ciò che in modo amorevole viene dato a lui.



Commenti

Post popolari in questo blog

Tentativi di casta, Assergi prelatura autogestita

Roio e Lucoli sulle tracce del monaco Franco: il primo rifugio nel bosco.

A Giuseppe Lalli, sul suo articolo “Assergi, San Franco e Sant’Egidio