Giochi a Piazzetta del Forno ( luoghi dei giochi - lab. mem.)

di Franco Dino Lalli

Foto della Piazzetta di Ivana Fiordigigli






Nella nostra piazzetta, la “Piazzetta del forno”, c’era la fontanella che gorgogliava la sua voce che ci faceva compagnia, c’era il forno che ci donava i suoi odori e ci faceva conoscere la sapienza delle donne che si affannavano per preparare il pane, infornarlo e, una volta cotto riportare a casa i filoni odorosi.

 Facevamo a gara alla fine del lavoro per ottenere dalla fornaia i “ruscechicchi” cioè i rotolini di pasta che lei metteva intorno alla piastra di chiusura del forno che con il calore si abbrustolivano e avevano un sapore indimenticabile.



C’era poi in un angolo, vicino alla fontanella, un muretto che fungeva da riparo al portone della casa sottostante con  un lato obliquo che noi usavano come scivolo.



 Quante volte sfidando le ire di chi, per far tacere il baccano che facevamo, ci minacciava di farci una puntura, noi continuavamo a scivolare lisciando e consumando i pantaloni. 

La piazzetta era anche utilizzata come campo di calcio, ma essendo molto limitato preferivamo usufruire dello spazio più grande della piazza davanti alla chiesa, la piazza S. Franco, il punto di ritrovo per noi ragazzi mentre “La Porta” era quello degli adulti, luogo definito “u poste della maldicenza” per i commenti che elargivano nascostamente gli osservatori a chiunque passava di lì.


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