I "Giorni della Merla"



 di Franco Dino Lalli



I giorni 29, 30, 31 Gennaio erano considerati, nel nord Italia, come i giorni più freddi dell’anno. La considerazione è basata su convinzioni popolari basate su leggende diventate successivamente patrimonio di altri territori. 

Si racconta che un tempo i merli erano bianchi. Una famigliola viveva su una quercia di una villa e ogni inverno soffriva un freddo terribile. La madre pregava Messer Gennaio di essere più mite, ma questi, invece, si divertiva ad aspettare che lei uscisse dal nido in cerca di cibo per gettare sulla terra freddo e gelo. 

Stanca delle continue persecuzioni, la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di gennaio, che allora aveva solo ventotto giorni, finché Gennaio, non vedendola, si scordasse di tormentarla. 

L'ultimo giorno del mese, la merla, pensando di aver ingannato il cattivo Gennaio, uscì fuori al sole e si mise a cantare per prenderlo in giro. 

Ma non aveva fatto i conti con Gennaio che se ne risentì così tanto che chiese in prestito tre giorni a febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La neve e il gelo rischiarono di far congelare la famigliola di merli. La merla, però, vide uscire del fumo dal camino della villa e decise di rifugiarsi lì in quel tepore con i suoi figli. Lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì salva, ma il fumo e la fuliggine avevano impregnato talmente il bel piumaggio che la famigliola, con i discendenti, diventò da allora, e per sempre, nera come la pece. 

Quel periodo fu denominato così “i giorni della merla”. 

Esistono, comunque altre ipotesi di spiegazione sulla definizione dei giorni della merla. Ad esempio Sebastiano Pauli pubblica nel 1740 due ipotesi di spiegazione (Sebastiano Pauli. Modi di dire toscani ricercati nella loro origine. p. 341 Venezia, appresso Simone Occhi MDCCXL (1740): 

“I giorni della Merla" in significazione di giorni freddissimi. L'origine del quel dettato dicon esser questo: dovendosi far passare oltre Po un Cannone di prima portata, nomato la Merla, s'aspettò l'occasione di questi giorni: ne' quali, essendo il Fiume tutto gelato, poté quella macchina esser tratta sopra di quello, che sostenendola diè il comodo di farla giugnere all'altra riva. Altri altrimenti contano: esservi stato, cioè un tempo fa, una Nobile Signora di Caravaggio, nominata de Merli, la quale dovendo traghettare il Po per andare a Marito, non lo poté fare se non in questi giorni, ne' quali passò sopra il fiume gelato.». 

Questi giorni sono anche considerati per la previsione dell’esito della stagione successiva. E’ tradizione, infatti, che se i giorni della merla saranno freddi, la primavera sarà mite, altrimenti la primavera arriverà in ritardo.




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