Napoleone - Bicentenario della morte

Foto: Napoleone raffigurato da Jacques-Louis David in un'opera conservata al Louvre


L'Isola d'Elba nel 2021 si prepara a festeggiare la ricorrenza dei 200 anni dalla morte di Napoleone Bonaparte, generale francese che trascorse sull’isola un breve esilio: dieci mesi fra il 1814 e il 1815, ma molto significativi.

Lo sbarco di Napoleone Bonaparte sull'isola d'Elba avvenne il 4 maggio 1814 e la sua permanenza riguarda il periodo fino al 27 febbraio 1815. La sua presenza, sia pur di pochi mesi, ha comunque lasciato molte tracce e curiosità da scoprire sull’isola, nonostante la brevità

Tra queste il fatto che Napoleone:

- volle una dimora in ogni città dell'isola: non soltanto la Palazzina dei Mulini a Portoferraio e villa San Martino, fece allestire anche delle stanze al Forte San Giacomo a Porto Azzurro mentre a Rio soggiornava nel palazzo governativo;

- progettò anche la realizzazione sull'isola di un'azienda vitivinicola a San Martino, dove fece impiantare diversi vitigni immaginando la produzione di due etichette di vino;

- si può prendere visione del passaporto con cui viaggiò sotto mentite spoglie Maria Letizia Ramolino, la madre di Napoleone, quando andò a trovarlo;

- è attivo ancora oggi a Portoferraio il teatro dei Vigilanti, voluto da Napoleone e realizzato trasformando la chiesa sconsacrata del Carmine;

- a Capoliveri gli anziani raccontano ancora la leggenda della Vantina: si narra che nel paese scoppiò una rivolta per le troppe tasse imposte da Napoleone che quindi schierò i cannoni per radere al suolo la cittadina; alla bellissima Vantina fu affidato il compito di trattare con lui, ma bastò uno sguardo per fare breccia nel cuore di Napoleone e il paese di Capoliveri fu salvo.

Per l'occasione del Bicentenario sono state coinvolte associazioni internazionali come la Federazione europea delle città napoleoniche e Route napoleon. L'idea, spiega in una nota Visit Elba, è anche quella di creare una settimana Napoleonica che diventi un evento annuale ricorrente per attrarre turisti.


Qualche notizia su Napoleone Bonaparte

Napoleone Bonaparte nasce ad Ajaccio il 15 agosto 1769 e muore nell’isola di Sant’Elena il 5 maggio 1821, data di cui nel corrente anno si celebra il Bicentenario.

Inizialmente Napoleone fu un ufficiale d’artiglieria. Divenne noto a seguito della sua attività come generale della Francia rivoluzionaria durante la prima campagna d’Italia fra il 1796 ed il 1797.

Il 9 novembre del 1799 Napoleone Bonaparte pose fine al Direttorio attuando il colpo di Stato del 18 brumaio.

Napoleone diventa imperatore dei francesi il 2 dicembre 1804 (presso la Cattedrale di Notre-Dame), sino al 14 aprile 1814; dal 1802 al 1805 sarà anche presidente della Repubblica italiana (stato preunitario italiano), e poi re d’Italia dal 1805 al 1814, protettore della confederazione del Reno dal 1806 al 1813 ed infine mediatore della Confederazione svizzera dal 1803 al 1813.

Controllerà inoltre, in maniera indiretta, il Regno di Napoli, la Spagna, la Vestfalia, il Regno d’Olanda ed il Regno di Svezia.

Nel 1812 conduce la campagna di Russia, che perderà e che segnerà il declino del suo potere. Nel 1813 perde la battaglia di Lipsia; Il 4 aprile 1814 abdica e viene mandato in esilio presso l’isola d’Elba.

Durante il marzo 1815 fugge dall’isola d’Elba e sbarca in Francia, ritornando al potere per circa 100 giorni: sarà infatti sconfitto durante la battaglia di Waterloo il 18 giugno 1815 e dovrà poco dopo abbandonare il sogno di governare la Francia.

Viene mandato in esilio presso l’isola di Sant’Elena, possedimento inglese nell’oceano atlantico.

Vengono restaurati i vecchi regni precedenti all’epoca napoleonica tramite il congresso di Vienna del 1814/1815 (inizio della Restaurazione).

Muore il 5 maggio del 1821, per cause naturali, a 51 anni. (fonte: sito infonotizia.it)


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Andrebbe approfondita la portata innovativa del periodo napoleonico in Italia, perché ebbe inizio di un cambiamento profondo che non si sarebbe più fermato.

Il Codice civile consentì alla Francia e agli altri paesi sotto influenza francese di avere una legislazione sicura e chiara, valida su tutto il territorio nazionale. Esso si fece portatore di molti principi del 1789, come l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, la laicità dello Stato, la libertà di coscienza, il carattere assoluto e inviolabile della proprietà privata, la libera iniziativa economica.

Il primo libro del Codice riguardava i diritti delle persone e della famiglia;

Il secondo libro, Dei beni e della differente modificazione della proprietà era dedicato al regime patrimoniale e prevedeva l’abolizione del feudo e dei vincoli che esso comportava sulla proprietà, caratterizzata da assolutezza, pienezza ed esclusività.

Il terzo libro, Dei differenti modi coi quali si acquista la proprietà, è dedicato alle relazioni tra le persone private (diritto patrimoniale nei rapporti parentali, contratti e obbligazioni). In materia successoria era prevista la completa equiparazione tra maschi e femmine, il rifiuto del fedecommesso e dei privilegi a favore di qualche figlio, nonché l’inviolabilità della volontà testamentaria.

Il giudizio storico sul dominio napoleonico non può limitarsi al suo carattere oppressivo e di sfruttamento. Infatti, l'introduzione del Codice Civile Napoleonico nei Paesi conquistati ebbe come conseguenza un'importante diffusione delle conquiste della rivoluzione francese (per esempio, l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e la laicità dello stato)

Ebbe anche effetti positivi per la società italiana, soprattutto nel Regno d'Italia, dove furono introdotte riforme importanti e incisive: abolizione delle dogane interne; unificazione del sistema monetario, dei pesi e delle misure; miglioramento del sistema fiscale; costruzione di strade, canali e ponti; potenziamento dell'istruzione superiore. Particolarmente importante fu l'adozione degli stessi codici (civile, penale e del commercio) che Napoleone aveva introdotto in Francia. Furono introdotti importanti cambiamenti anche nel Regno di Napoli: l'abolizione della feudalità e la vendita delle proprietà ecclesiastiche, che favorirono la crescita della borghesia terriera. In generale, la borghesia italiana fu per la prima volta coinvolta nell'amministrazione statale e fu educata a un nuovo senso di lealtà verso lo stato e la funzione pubblica. Inoltre, maturò il sentimento di appartenere a una nazione.

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