Se le emozioni prevalgono sulla razionalità: quattro regole d'oro

 


Siamo alla fine dell’anno e di un anno molto particolare, il 2020, che ci ha posto di fronte con il Covid 19 ad una situazione mondiale che è andata a toccare tutta una serie di sicurezze in ambito personale, socio-economico-culturale, di salute e che ci ha costretto a riflettere su tante situazioni e sui nostri modi di fare e di pensare.

Abbiamo assistito a tante tragedie, a tante sofferenze, ma anche a tutto un teatrino di comportamenti incomprensibili da parte di chi in alto avrebbe dovuto affrontare e risolvere i problemi.

Su un quotidiano del 28 dicembre mi è capitato di leggere un articolo di Silvana De Mari, che ha attirato la mia attenzione con il titolo “Le quattro regole d’oro contro la stupidità”. Sono le regole prese dal libro “Allegro ma non troppo” dell’economista Carlo Maria Cipolla, che considera uno dei maggiori storici del secolo scorso.

Sfido chiunque a non incuriosirsi, considerando che di sciocchezze tutti ne commettiamo ed è capitato almeno una volta a tutti.

Oltre le sciocchezze che ognuno può commettere a livello personale, esistono anche quelle commesse da organizzazioni ed enti pubblici e, su su nella scala, dai più piccoli enti rappresentativi di piccole collettività a quelli più in alto che rappresentano la collettività nazionale. Ognuno può tirare la ragione dalla sua parte, ma alcuni comportamenti hanno avuto esiti deleteri e hanno messo in luce le manchevolezze, l’incapacità di dare risposte concrete, il prevalere della congerie burocratica sulla realtà e sulle esigenze. Ogni volta che un ente pubblico non dà risposta ai quesiti posti ed alle esigenze dei singoli o della collettività o di un gruppo, commette la più grossa di tutte le sciocchezze.

Strano che mi abbia attirato il suddetto articolo di giornale, perché come carattere parto dalla ideologia opposta: tendo a sottovalutare me ed a sopravvalutare gli altri. Seguiamo comunque il ragionamento della dott.ssa De Mari.


Quello che è vero è che spesso si fanno, e facciamo personalmente, cose dannatamente stupide; ma perché agiamo in una certa maniera, che poi si rivela stupida?

Questo capita ogni volta che il nostro cervello segue linee emotive e non razionali. Sono le emozioni che ci danno la direzione, dettano la meta, non il cervello e il ragionamento.

La ragione, l’intelligenza ci danno la potenza e l’efficacia per raggiungere la meta.

Sono l’emozione e il comportamento emotivo che ci fanno sbagliare.

La persona veramente intelligente sa che il progresso si ottiene un passino alla volta, con infinita umiltà e infinita determinazione e non si lascia condizionare dalla momentanea e irrazionale emozione.


Le quattro, immutabili e fondamentali leggi della stupidità umana, sono:

  • 1° - Ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione. In qualsiasi contesto, sempre troveremo più stupidi di quanto avevamo preventivato.

  • 2° - La probabilità che una persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa. (La scelta stupida, che avviene quando la ragione non riesce a trattenere l’emozione, può capitare anche a persone assai colte e con ottime capacità cognitive).

  • 3° - Una persona stupida è una persona che causa un danno all’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita. (Ciò permette di arrivare al concetto di “perdente radicale”: la regina che perde sé stessa pur di distruggere Biancaneve, Hitler che pur di distruggere gli ebrei distrugge la Germania e sé stesso; il terrorista suicida, ecc…).

  • 4°- Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide; (in particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento o luogo, e in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore).

Conviene soffermarsi e riflettere attentamente sulle elencate affermazioni prima di agire o reagire ad una certa azione; è quasi una chiave di lettura di molte realtà che ci possono direttamente coinvolgere ed ostacolare.

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