Il presepe dell' Ottocentenario di San Franco



Il 2020 é stato celebrato in Assergi come anno ottocentenario di San Franco. L’associazione Assergi: cultura, memoria e montagna chiude le attività annuali con il Presepe, dedicato a tale evento, collocato nella cappella a destra dell’Altare maggiore. Questa chiesa dell’antico convento benedettino è stata da lui frequentata quando la domenica scendeva dalle grotte, ultime sue due dimore, per partecipare alle funzioni religiose e alla Eucarestia. La Cripta è stato il luogo della sua sepoltura ed ivi sono state custodite per secoli le sue Reliquie.

Particolare coincidenza è quella dei circa otto secoli trascorsi anche dalla realizzazione del primo presepe vivente a Greccio, da parte di San Francesco nel 1223. San Franco in quella epoca, non avendo documenti precisi, poteva essere morto di recente, oppure viveva ancora nella grotta di P.zzo Cefalone e fra le rocce, quasi un personaggio di presepe.

Andrebbe approfondito il confronto tra queste due figure di Santi, più o meno coevi del pieno medioevo, San Francesco e San Franco, sulla linea dell’amore della natura e dell’amore di Dio. 

Nel primo l’amore della natura e l’amore di Dio si esplicano nell’armonia del Cantico delle Creature; nell’altro nella scelta eremitica e nella piena immersione nell’aspra natura del Gran Sasso fatta di rocce e di boschi, con la guida e l’amicizia di orsi, la necessità di convivere con il lupo feroce e predatore, la presenza di greggi e di pastori, la continua frequenza di uomini della montagna che lo cercavano e a lui si rivolgevano.

Il Presepe Ottocentenario vuole essere anche un ripensamento e studio dei luoghi caratteristici, della montagna e di Assergi, in cui il Santo ha dimorato; sono dei luoghi-suggestione e vogliono suggerire sia una riappropriazione del patrimonio culturale locale offerto da una secolare tradizione, sia una conoscenza nuova per i giovani e per tutto il territorio della regione ed oltre. 

Sono luoghi che più che lo spazio fisico e geografico del nostro territorio rappresentano la memoria collettiva e le radici di una popolazione.






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