Lucoli, 17 ottobre 2020

 


Semplice e suggestiva cerimonia quella a cui abbiamo assistito questa mattina, sabato 17 ottobre 2020, ore 10.00 nel “Giardino della Memoria” di Lucoli, davanti alla Abbazia di San Giovanni Battista di Collimento1.

Un gruppo ristretto quello che ha partecipato, anche per colpa del Covid, ma simbolicamente rappresentativo.

L’associazione NoiXLucoli ha organizzato la cerimonia, predisponendo quanto necessario alla piantagione e alla dedica, ed è stata presente con il presidente Luciano Quartaroli e vari soci e simpatizzanti. E’ intervenuto il parroco ed abate Don Amedeo Passarello.

Assergi ha partecipato con una rappresentanza della associazione Assergi: cultura, memoria e montagna e Roio  con una rappresentanza, fra cui gli autori di due recenti scritti su San Franco, pubblicati nei seguenti testi: Rojo – Historia, REA Edizioni, L’Aquila, Dicembre 2014; Roio – Storia di una terra attraverso i secoli, REA Edizioni, L’Aquila, giugno 2020.

Tre paesi si sono, quindi, incontrati per questa commovente e breve cerimonia, in un gemellaggio di intenti e di scambio, senza formalità, ma veramente sentito.

Dopo esserci un po' aggirati per l’interessante Giardino della Memoria ed i suoi alberi da frutto, con una targa che segnala il tipo di pianta e chi la ha donata, ci siamo ritrovati tutti lungo la strada in salita che porta all’abbazia e proprio in questo punto di accesso, sul lato di sinistra a chi entra, sul rialzo erboso è stato collocato l’alberello di ciliegio ed il cippo dedicato a San Franco e all’Ottocentenario.

Ha benedetto l’alberello e il cippo l’abate e parroco Don Amedeo.

Alquanto movimentata la collocazione del cippo in pietra, scolpito da un artigiano, per cercare un punto di equilibrio soddisfacente, bene in vista, ben livellato, ma, alla fine, ci si è riusciti.

Ad Assergi e all’associazione Assergi: cultura, memoria e montagna è stato donato un alberello di quercia, per il quale occorrerà individuare nel nostro paese un punto importante e significativo, dove l’albero di San Franco negli anni possa crescere e distendere la sua chioma.


Don Amedeo nel corso della cerimonia di benedizione ha letto i seguenti passi della Bibbia dal Libro della Genesi e dal libro del Deuteronomio

In principio Dio creò il cielo e la terra. E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producano seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona.
E Dio disse: «Ecco, io vi dò ogni erba che produce seme e che é su tutta la terra, e ogni albero in cui è il frutto che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io dò in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco era cosa molto buona.



Il Signore educò il suo popolo, ne ebbe cura, lo allevò, lo custodì come la pupilla del suo occhio. Come un'aquila che veglia la sua nidiata, che vola sopra i suoi nati, egli spiegò le ali e lo prese, lo sollevò sulle sue ali. Il Signore lo guidò da solo, non c'era con lui alcun dio straniero. Lo fece salire sulle alture della terra e lo nutrì con i prodotti della campagna, gli fece succhiare miele dalla rupe e olio dai ciottoli della roccia; crema di mucca e latte di pecora insieme con grasso di agnelli, arieti di Basan e capri, fior di farina di frumento e sangue di uva, che bevesi spumeggiante.

1 - L’abbazia è il luogo sacro in cui cerca rifugio San Franco, lasciando il natio Roio e la sua famiglia, ed in cui resta, come affermano gli Atti una ventina di anni come monaco dedito alla preghiera, allo studio dei testi religiosi, alla meditazione, alle opere di bene, ai suoi doveri con tale dedizione che i confratelli lo eleggono a nuovo Abate, anche se egli non accetta.

L’abbazia è il luogo sacro che egli una notte lascia per diventare eremita, sino a raggiungere luoghi più aspri e remoti, fra le rocce degli alti monti del Gran Sasso, cercando di avvicinarsi sempre di più a Dio.



























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