Padre Pio, un frate amico di Dio


di Grazia Cannone
(segnalato, come ricorrenza del 23  settembre da Mimina)

Grazia Cannone, di origine pugliese, racconta come una bella fiaba la storia di Padre Pio, al secolo Francesco Forgione, nato a Pietrelcina il 25 maggio 1887, morto a San Giovanni Rotondo il 23 settembre 1968, ricordato e venerato dalla chiesa cattolica il 23 settembre. Pietrelcina è un comune italiano di 3 027 abitanti della provincia di Benevento in Campania.

C’era una volta,

in un piccolo paese di montagna chiamato Pietrelcina, una bella famiglia di contadini. Il più piccolo dei fratelli era Francesco. Il piccolo Francesco era un bimbo silenzioso e assai educato, amava gli animali e aiutava i fratelli più grandi nei lavori di campagna.

Quando non andava nei campi, amava trascorrere il tempo sotto l’ombra di grandi alberi, osservando le nuvole, che il vento muoveva lentamente, il volo degli uccelli e delle farfalle …

Un giorno, mentre era sdraiato sotto un albero, udì una Voce amica, che lo chiamava per nome.

Francesco non ebbe paura, anzi fu felice.

Corse veloce verso casa e, preso il fiato esclamò a gran voce: “Mi voglio fare prete”.

I suoi genitori rimasero un po’ sorpresi e il padre disse: “Per diventare prete ci servono i soldi”. Sua madre, donna assai religiosa, suggerì: ”Possiamo vendere la vacca!”

La vacca no!” ribatté il capofamiglia.

Ma, che padre è quello che ama più una vacca che il proprio figlio?” esclamò la madre.

Il padre fu costretto a lasciare il paese per lavorare lontano e pagare gli studi del figlioletto.

Francesco iniziò a studiare per diventare prete. In seminario conobbe Agostino, l’amico che gli sarebbe stato accanto per tutta la vita.

Divenne prete e fu chiamato Padre Pio. A causa di una malattia ai polmoni fu trasferito in un piccolo paesino della Puglia, San Giovanni Rotondo, dove l’aria era buona. Qui Padre Pio conobbe la miseria della gente che non aveva nemmeno il necessario per vivere, mancava tutto, pure il pane.

Padre Pio, che era un povero frate, si sentiva impotente di fronte a tanta povertà. Pregava Dio affinché quelle persone potessero stare meglio, affidava a Dio Padre le sue sofferenze, le sue speranze.

Un giorno, mentre stava pregando per questi poveri, avvenne qualcosa di straordinario: le sue mani iniziarono a sanguinare, come se qualcosa le avesse perforate. Padre Pio cadde per terra. Un frate lo trovò e lo riportò nella sua camera per capire cosa fosse successo.

Dio Padre lo aveva scelto.

Da quel giorno tutti iniziarono a chiamarlo “il frate con le stimmate”. La voce si diffuse ed arrivò fino al Papa.

Padre Pio fece tanti miracoli, aiutò tante persone a ritrovare la fede in Dio. La gente arrivava da tutte l’Italia, chiedeva la guarigione di un figlio, chiedeva di essere benedetta, confessata…

In poco tempo il piccolo paesino divenne famoso per il frate che faceva i miracoli e la gente del posto non era più povera perché il via vai di gente che cercava Padre Pio fece rifiorire il mercato, le locande, e così c’erano più soldini per le persone del posto.

Ma non finisce qua!

Padre Pio ebbe l’idea di fare costruire un grande ospedale proprio lì, a San Giovanni Rotondo, Grazie all’aiuto di persone molto ricche, l’ospedale fu fatto e si chiamò: “Casa sollievo della sofferenza”.

Padre Pio morì il 23 settembre 1968. Dopo la sua morte la gente ha continuato a recarsi a San Giovanni Rotondo. Ancora oggi sono tanti quelli che si rivolgono a Lui.

I miracoli di Padre Pio sono tanti e le persone che hanno avuto un miracolo dal Santo dicono di aver sentito un profumo di rose.

(Scritto 11 settembre 2020)





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