Appunti per una storia dell'Edicola all'"Acqua di San Franco" ( N° 4)

 di Ivana Fiordigigli


La foto è stata pubblicata nel libro San Franco di Assergi - Storia di eremitismo e di santità alle pendici del Gran Sasso, a cura di Ivana Fiordigigli, p. 224.

di Ivana Fiordigigli



Avendo descritto il dipinto su cartoncino ancora presente nella sala ex congrega, anche se lacero e rovinato in più punti e bisognoso di un urgente restauro per poterne tramandare la memoria, è il caso di dire due parole sulla nascita della “congrega”.

Demetrio Gianfrancesco nel suo libro “Assergi e San Franco Eremita del Gran Sasso” a pag. 171, con data 9 maggio 1876 riporta la notizia che l’Arcivescovo Filippi, in visita pastorale ad Assergi “benedisse la nuova chiesetta della Confraternita di S. Franco, eretta colle oblazioni spontanee e volontarie de’ Confratelli, a fianco della chiesa parrocchiale e amministrò la cresima” (Visite, Vol. I, pp. 42-43, CA).

Una modifica della chiesetta si ha nel 1933, quando il 2 febbraio il Comune deliberò la costruzione della strada di allacciamento alla Stazione della Funivia del Gran Sasso che si stava costruendo, la demolizione della chiesa di Santa Maria in Valle che ostacolava la strada, “un contributo alla Soprintendenza all’Arte Medioevale e Moderna dell’Aquila per... lo smontamento della facciata in pietra e della sua ricomposizione a fianco della chiesa parrocchiale di S. M. Assunta, dove si trova attualmente. Una pietra, visibile in alto, reca scolpito lo stemma del castello, con la scritta Asserici Decus”.

Un nuovo e più radicale cambiamento della struttura della chiesetta si ha nel 1971 con il crollo della vecchia volta. Una foto è rimasta a testimoniare la posizione del dipinto su cartoncino nella congrega: centrale nella parete di fronte al portale di ingresso. La volta, che sembra avesse una forma a cupola, viene ricostruita ad una sola pendenza. Della vecchia struttura resta soltanto la volta retrostante il portale di ingresso.

Il terremoto del 2009 non crea molti danni, ma, per poter usare il locale per l’accesso del pubblico, viene chiesto di mettere in sicurezza il portale di ingresso, sia all’esterno che all’interno, con un rinforzo in pali Innocenti. Contemporaneamente viene rifatto completamente l’impianto elettrico per adeguarlo alle norme di sicurezza, si ristuccano e ripuliscono le pareti, viene messa una nuova serratura al portale.

Il dipinto su cartoncino viene appeso sulla parete destra; tolto di nuovo da uno dei Comitati Festa e lasciato poggiato al muro, ultimamente è stato riposizionato, per salvarlo da ulteriore degrado, sulla parete sinistra, prima dei gradini che uniscono la congrega e la chiesa S. Maria Assunta.

Non ha il pregio di una tela dipinta, ma è pur sempre un’opera che ha circa centoquaranta anni di vita e di storia e meriterebbe maggiore attenzione di quella che ad esso è stata data.

Commenti

Post popolari in questo blog

Roio e Lucoli sulle tracce del monaco Franco: il primo rifugio nel bosco.

A Giuseppe Lalli, sul suo articolo “Assergi, San Franco e Sant’Egidio

Tentativi di casta, Assergi prelatura autogestita